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Se vuoi ricevere un'email periodica sulle iniziative del cantiere, scrivi a: info@k100fuegos.org indicando nell'oggetto "richiesta news letter".
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Sabato 4 Settembre 2010
dalle ore 14 presso il circolo arci Dino Manetti via Baracca 2a Campi Bisenzio (FI)
Diamo un calcio al razzista
Torneo di calcetto antirazzista 2010
La premiazione del torneo verrà fatta, dalle ore 22.30, presso la sede del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos
Seguirà serata DJ Disco Trash
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Venerdì 20 agosto a Campi Bisenzio è morto un operaio di 33 anni, Niang Elhadji,
mentre lavorava alla posa di alcune lastre di marmo in una concessionaria d'auto. Era appena salito su una rampa, il muletto che guidava ha perso l'equilibrio e lui spaventato si
è buttato giù dal mezzo. Il muletto gli è cascato addosso fracassandogli la testa. E' morto sul colpo.
Il muletto che guidava Niang non aveva alcuni dispositivi di sicurezza: la cintura non era allacciata e senza quella il muletto non avrebbe dovuto nemmeno mettersi in moto e le
sbarre laterali, che avrebbero dovuto proteggere il guidatore, erano state rimosse.
Niang non era stato assunto con un regolare contratto di lavoro, cioè lavorava a nero, e non aveva fatto nessun corso per la movimentazione dei carrelli elevatori, altrimenti
avrebbe certamente saputo che, quando un muletto sta perdendo l'equilibrio, l'unica cosa da non fare è gettarsi fuori.
L'assunzione di Niang a nero e l'aver fatto guidare un muletto senza i necessari dispositivi di sicurezza ad un ragazzo privo delle necessarie competenze professionali sono tutti
elementi che ci spingono a dire che la morte di Niang non è una fatalità, ma un omicidio sul lavoro. Leggi
tutto
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Vogliono costruire un lager a Campi... e chiamarlo C.I.E.
In occasione dell'anniversario della liberazione di Campi Bisenzio il Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos, nell’ambito della campagna contro la costruzione di un CIE in
Toscana (http://toscananocie.noblogs.org), organizza per Venerdì 3 Settembre ore 21.30 in
Piazza Dante a Campi Bisenzio l’incontro : “Chi specula sulla paura. Cosa sono e a chi servono i CIE (Centri di identificazione ed espulsione)”.
Intervengono:
Rolando Magnano vice capo missione Italia di Medici Senza Frontiere
Demba Sene ToscanaNocie Pisa
Durante la serata verrà presentato il libro “Al di là del muro”. Secondo rapporto di Medici Senza Frontiere sui centri per migranti in Italia.
No ai Cie. Fermiamoli a Campi, chiudiamoli ovunque.
Per info: info@k100fuegos.org
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Una giornata di mezza estate (racconto satirico)
Era appena tornato dalla solita vacanza.
Da solo perchè la moglie e Attila junior avevano ancora un pò di tempo da spendere lungo le costosissime spiagge del tirreno. In toscana s'intende. Lui doveva tornare
agli affari, al lavoro.
Non era vero. Si trattava della solita baggianata che da qualche anno raccontava alla moglie per potersi godere deici giorni di assoluta libertà da dividere con l'amante
trentenne. La chiamava "la topina di fine agosto" perchè era proprio in questo periodo che si concentravano le loro avventure sentimentali. Non che durante il resto dell'anno
non si vedessero, ma in maniera parsimoniosa, in modo da arrivare ad agosto con l'appetito in bocca. Poi a settembre niente, era il mese della pausa dovuta a qualche rimorso di
coscienza. A ottobre una telefonata ogni tanto e a novembre la storia sarebbe ricominciata come prima e più di prima.
Quest'anno, però, chissà come sarebbe andata. Lo avrebbe riconosciuto? ..continua
VOGLIONO COSTRUIRE UN LAGER A CAMPI.....E CHIAMARLO C.I.E.
Il ministro dell'Interno, il leghista Maroni, ha annunciato nei giorni scorsi alla Regione Toscana la volontà di costruire un CIE (Centro di identificazione ed espulsione)
nelll'area e x-Hangar, nei pressi dell'Indicatore.
Cosa sono i CIE? I CIE (ex CPT), sono delle vere e proprie carceri-lager dove gli immigrati irregolari possono essere rinchiusi fino a 6 mesi in attesa
dell'espulsione. Si tratta di lu oghi dove - come denunciato da varie organizzazioni come Medici senza Frontiere - le condizioni igenico-sanitarie sone pessime, il cibo
insufficiente, si fa uso massiccio di psicofarma ci, si impedisce qualsiasi diritto alla difesa. Luoghi di sospensione del diritto dove numerosissimi sono gli episodi di violenza
sui detenuti e i suicidi.
Chi finisce dentro un CIE? Per finire in un Cie non serve commettere crimini, basta essere sprovvisti del permesso di soggiorno o averlo scaduto (per esempio
semplicemente perché si è perso il lavoro). Per una semplice irregolarità amministrativa privano esseri umani della propria libertà e dignità. Si
rinchiudono per 6 mesi in un carcere e si provvede alla loro esp ulsione, magari separandoli da mogli/mariti/figli con cui da anni vivono in Italia.
A chi serve un CIE? La costruzione di un CIE non ha niente a che fare con la tanto sbandierata "sicurezza". Il CIE serve a chi specula politicamente sulla paura e
sulla insicurezza cos truendo sul razzismo e sulla lotta tra poveri le proprio fortune elettorali e carriere politiche. IL CIE serve a chi lo gestisce (in altre zone d'Italia: Croce
Rossa, Misericordie, coo perative, .... ) che approfittano delle laute sovvenzioni statali per la gestione di questi centri.
Perchè non vogliamo un CIE? Non vogliamo un Cie né a Campi Bisenzio né in qualunque altro luogo. Non lo vogliamo perchè riteniamo
assurdo che una persona venga privata della sua libert à solo perchè priva del permesso di soggiorno. Non lo vogliamo perchè non vogliamo dare spazio a chi in
questi anni sta fomentando paura, intolleranza, razzismo per il proprio tornaco nto politico. Non lo vogliamo perchè rifiutiamo la logica della "guerra tra poveri": una
logica che vuole isolare gli immigrati per sfuttarli come esercito di riserva a basso costo e p erennemente ricattabile, soprattutto in un periodo di crisi. Crediamo quindi che la
costruzione di un CIE sia un problema di tutti non solo degli immigrati. Senza scordare che le logic he repressive che oggi colpiscono gli immigrati, domani potrebbero colpire altri
- singoli o settori sociali - ritenuti "scomodi" inaugurando la "detenzione amministrativa" che qualcun o già invoca.
Esiste un CIE buono? Alcuni parlano di un Cie buono, un Cie "alla toscana". Non esistono Cie buoni. Non sono mai esistiti. Dal 1998, dalla Turco-Napolitano che
istituiva i primi centri (non certo come lager ma come luoghi di "accoglienza"), sono passati molti anni, eppure ancora oggi la situazione nei Cie è drammatica, anzi si
è avuto anzi un peggioramento dovuto al l'allungamento dei tempi di detenzione passando dai 30giorni della Turco Napolitano, ai 60 della Bossi Fini, ai 180 attuali. Non
esistono e non esisteranno CIE buoni, perchè saranno se mpre luoghi destinati all'espulsione di persone la cui unica colpa è cercare un futuro migliore, scappando
dalla guerra, dalla fame, dalla miseria. Fino a quando si continuerà a parlar e di CIE "umani" si legittimerà chi ha voluto gli attuali lager, si legittimerà
che considera la clandestinità un reato, chi deporta verso le carceri libiche gli immigrati e lo rivendi ca anche come un successo.
toscananocie.noblogs.org
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