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Ricordiamo la Liberazione di Campi Bisenzio dicendo NO AL RAZZISMO e NO AI C.P.T.
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Martedì 2 settembre - NO AL RAZZISMO NO AI C.P.T.
Ore 21:30 in P.zza Matteotti sotto l’atrio comunale:
- Raffaele Palumbo (Controradio) intervista lo scrittore Marco Rovelli autore del libro"Lager italiani". Interverranno:
- Saverio Tommasi attore professionista che interpreterà alcuni brani del libro
- alcuni compagni di Modena del comitato di lotta in difesa del Palazzo Verde (Sassuolo) e di Pavia che si sono schierati al fianco dei rom durante lo sgombero.
Sabato 6 settembre al Parco di Villa Montalvo.
"Diamo un calcio ……AL RAZZISTA" torneo di calcetto,
musica e "altra" informazione. A seguire cena multietnica e concerto.
Durante le due iniziative sarà allestita la mostra "Fascismo di ieri e di oggi", prodotta e allestita dall’Assemblea Permanente Campi Bisenzio Antifascista.
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La situazione che ci troviamo a fronteggiare oggi è una situazione drammatica
dal punto di vista del clima xenofobo e razzista che si respira in ampi settori
della società.
La deriva securitaria intrapresa dal centro destra e assecondata dall’
"opposizione" , la recrudescenza di formazioni politiche fasciste, l'istituzione
delle "ronde " volontarie in moltissimi comuni del nostro paese, l'introduzione
del reato di clandestinità e infine la decisione di prendere le impronte digitali ai
bambini rom, stanno portando l'Italia indietro di 60 anni.
Nascosto nelle periferie delle grandi città e nei campi rom, un vero e proprio
esercito di "invisibili" è costretto tutti i giorni a nascondersi dalle leggi
xenofobe di questo governo e dalla detenzione nei CPT e a subire nuovamente
il fenomeno del caporalato, dovendo sottostare a degli orari di lavoro e delle
paghe fuori da ogni legalità .
Tutto questo viene eseguito con la sapiente regia dei mezzi di informazione di
massa, che amplificano a dismisura le notizie che riguardano i reati commessi
dai cittadini extracomunitari, mentre vengono considerate ineluttabili le morti
sul lavoro. Vengono giustificati i pestaggi ai danni dei cittadini immigrati e si
fa passare un rogo ad un campo rom come una bravata, una violenza razzista
come un fenomeno di bullismo.
In tutto questo scenario l'opposizione parlamentare e il Pd, in quasi tutte le sue
articolazioni territoriali, non fanno altro che inseguire ancora una volta la destra
di governo, sgomberando gli alloggi abbandonati che vengono occupati dagli
immigrati che non hanno una casa, criminalizzando i mendicanti e istituendo
una lotta senza quartiere nei confronti dei venditori ambulanti.
Nel momento in cui si chiede la costruzione di un CPT in ogni regione, noi
chiediamo invece la necessaria chiusura di tutti i centri di permanenza
temporanea.
Nel momento in cui si vuole inasprire una legge già fortemente razzista come la
Bossi-Fini, noi chiediamo la sua abrogazione.
E' arrivato il momento di lavorare ad una più equa ed efficace integrazione
dell'individuo nella società, partendo dal presupposto che gli esseri umani
devono essere considerati prima come delle persone e non come forza lavoro.
Ecco perché abbiamo scelto di festeggiare la Liberazione di Campi Bisenzio
dalla dittatura nazi-fascista, affrontando il tema del razzismo nel nostro paese.
Per troppi anni il qualunquismo ha serpeggiato nelle nostre strade, ed oggi ci
ritroviamo a combattere gli stessi atteggiamenti che pensavamo di aver
sconfitto con la Resistenza e la Liberazione.
Per adesioni e informazioni:
E-mail : campibisenzioantifascista@inventati.org
Assemblea Permanente Campi Bisenzio Antifascista
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Venerdì 13 giugno 2008
L'assemblea permanente Campi Bisenzio Antifascista
organizza in piazza della Resistenza a Campi bisenzio:
CONTRO IL FASCISMO DICIAMO LA VERITA'
Ore 21.30 Proiezione del film Nazirock
"Quello che i fascisti non vogliono far vedere"
Seguirà l'incontro con il regista Claudio Lazzaro"
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Il clima creato in questo ultimo periodo, la legittimazione delle "ronde volontarie" e
istituzionalizzate, la caccia allo straniero , ha prodotto e lasciato campo libero a chi della violenza e
delle vigliacche aggressioni fa la propria forza.
Spesso si risponde al ritorno di questi rigurgiti violenti e (dichiaratamente o meno) fascisti, con le
solite squallide tesi del " branco" o del "bullismo" giovanile.
Emerge quindi la necessità di dare la giusta dimensione a queste aggressioni: dal campo nomadi
dato alle fiamme alla recente aggressione di Verona ciò che lega queste azioni sono i connotati
politici puramente xenofobi e razzisti: in una parola fascisti.
E’ nostro dovere non sottovalutare allora ciò che la cultura del qualunquismo di questi anni ha
prodotto, cercare con ogni mezzo necessario di ribaltare la tesi del nemico comune nelle vesti
dell’immigrato,del diverso, del gay, ma anzi individuarlo nel dilagare del fascismo in tutte le sue
diverse dimensioni.
Da ormai molti anni sono in drammatica crescita le aggressioni fasciste, perpetrate soprattutto da
giovani che si rifanno a partiti o organizzazioni dichiaratamente xenofobe e razziste. Si tratta spesso
di una violenza di tipo squadrista che trova i suoi spazi d’azione nelle scuole come nelle strade delle
nostre città.
Nonostante tutto televisioni e giornali , seguiti dai "nostri" politici e amministratori, continuano a
sommergici di paure e fobie riguardo il problema sicurezza, senza considerare
che forse l’insicurezza quella vera, quella che ci sentiamo addosso ogni giorno, è quella legata alle
condizioni economiche e sociali in cui viviamo, l’insicurezza di un posto di lavoro precario, di una
abitazione da pagare in 30 anni, di una vita che sia dignitosa.
E’ necessario quindi ripartire dalla base.
Ripartire dalle scuole con la cultura dell’ANTIFASCISMO come memoria storica ma non
solo,cercando appunto di colmare quei vuoti lasciati dalla società e rovesciando i miti che oggi
spopolano fra i più giovani: l’individualismo, la competizione, la voglia di arricchirsi.
Ripartire dal territorio, da quelle periferie che per troppo tempo sono state lasciate in mano alla
speculazione edilizia e allo sciacallaggio urbano, e dove adesso la violenza e l’ignoranza trovano il
proprio spazio.
Ripartire da dentro le fabbriche e in tutti i luoghi di lavoro, a fianco dei lavoratori lottando contro le
logiche padronali e combattendo la precarietà.
Ripartire quindi da un antifascismo militante senza delegarlo a nessuno, che rimanga ancorato ai
valori della Resistenza e sappia allo stesso tempo adattarsi all’evolversi della società.
Che sappia dare delle risposte ai problemi reali della gente e che riesca ad individuare e a
combattere non solo il fascismo concretizzato in un pestaggio, ma anche quello che trova forma in
un licenziamento nei confronti di chi chiede più sicurezza sul posto di lavoro, in una carica della
polizia, in tutto ciò che è odio verso il diverso.
Per adesioni e informazioni:
E-mail : campibisenzioantifascista@inventati.org
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