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25 Aprile 2017 Firenze Antifascista in piazza Santo Spirito

Volantino Firenze Antifascista Voalntino 25 Aprile 2017 Firenze Antifascista in piazza Santo Spirito


A partire dalle 15 banchini informativi, musica, interventi, cibo e bevande
Alle 17 CORTEO fino a Piazza Tasso e ritorno in S. Spirito
Al ritorno i canti del MENESTRELLO
A seguire CENA in piazza e CONCERTO con ESERCITO RIBELLE e IVANOSKA

Contro il pattume reazionario, razzista e fascista, per la liberazione di tutte e di tutti!
Per ancora un anno di troppo siamo stati costretti a sopportare le facce indigeste dei vari Renzi, Salvini, Minniti, Nardella, Poletti. Questi soggetti entrano non invitati nella nostra esistenza per peggiorarla, tagliandoci diritti, salari e servizi. Non contenti, vorrebbero intossicarci con la loro propaganda, pretendendo di dettarci comportamenti e pensieri compatibili con gli interessi di chi gestisce questo sistema. Al loro seguito viene uno stuolo di cosiddetti giornalisti e opinionisti, in realtà pennivendoli pronti a fomentare senza più ritegno l'odio verso gli immigrati, gli emarginati, i sovversivi, solerti nel riportare fedelmente le veline delle questure, pronti a infilarsi a seconda delle esigenze il casco della celere o l'elmetto dei militari che ormai fanno parte integrante dell'arredo urbano della loro città vetrina. Sacerdoti della famiglia tradizionale, apostoli del decoro urbano contro il degrado, difensori della patria e della vera religione minacciate dall'invasione islamica, trovano eco in un sottobosco di iniziative all'apparenza spontanee: comitati antidegrado che applaudono a ogni nuova misura di polizia o pagano sbirri privati per tenere sgomberi i marciapiedi; organizzazioni caritatevoli che raccolgono cibo ma solo per italiani doc; cittadini in rivolta contro la minacciosa presenza di rifugiati, magari ragazzini o mamme con neonati.

Non è poi tanto difficile vedere che gli interessi che, a Firenze come nelle altre città, muovono e indirizzano questa apparente spontaneità, sono molti e trasversali. Sono quelli dei gruppuscoli fascisti che si camuffano da cittadini indignati per ricavarsi una legittimità che altrimenti non avrebbero. Sono quelli dei bottegai e dei palazzinari che non vogliono vedere svalutate le proprie rendite a causa di presenze non compatibili. Sono quelli dei politicanti di professione, i Nardella, Alberti, Donzelli, Giani, Barabotti, che costruiscono carriere politiche sulla propaganda securitaria e sono ben contenti di dare visibilità e appoggio a chiunque alimenti un clima favorevole alle proprie ambizioni.

Come spiegarsi, altrimenti, che un ministro dell'interno del PD arrivi a esautorare le autorità locali di una città come Napoli per imporre con la violenza poliziesca la presenza sgradita di Salvini, cioè di un campione di quel "pericolo populista" che viene continuamente agitato dal suo partito di fronte a una parte dell'opinione pubblica? O come spiegarsi che un intero quartiere come S. Croce, a novembre scorso, venga blindato per permettere la calata di qualche migliaio di leghisti completamente estranei alla città, e che poi i leghisti stessi si permettano di scorrazzare per la città a provocare ma poi siano gli antifascisti a finire denunciati?

Evidentemente per il PD il pericolo populista non è poi così grave, visto che secondo il suo governo l'unico comportamento ammissibile verso razzisti e fascisti è quello di stendere il tappeto rosso, beninteso con la scusa di difendere la libertà di espressione. O meglio, è più fruttuoso passare all'incasso, utilizzando Salvini oggi come Berlusconi ieri per estorcere il voto di chi può, magari, essere sinceramente preoccupato dello spazio che hanno certi personaggi. E così, in prossimità del 25 aprile, vedremo i peggiori reazionari come Nardella e Giani che si riscoprono antifascisti per un giorno, aggiungendo al danno la beffa.

Ancora più importante, però, è che vogliono passare all'incasso gli interessi che muovono da dietro i fili di tutte queste marionette: piazze ripulite a uso e consumo dei clienti danarosi grazie al decreto Minniti, lavoratori ricattabili e videosorvegliati grazie al job act, studenti addomesticati dai controlli polizieschi e dall'alternanza scuola / lavoro, immigrati rinchiusi nei cie o ridotti a subire ogni angheria in silenzio dal clima di razzismo diffuso. E, per chiunque si opponga, denunce, misure preventive, arresti...

Per questo vogliamo che questo 25 aprile sia vissuto, ancora di più se possibile, come una giornata di lotta. Perché resta più che mai viva e valida la spinta che ha portato i partigiani a prendere le armi per costruire una prospettiva di vita liberata dal bisogno e dall'oppressione, contro le brutture e il marciume in cui vogliono soffocarci, oggi come 70 anni fa.

Firenze Antifascista


25 Aprile 2017 in Valibona - Sebben che siamo donne storie rivoluzionarie

Volantino Volantino Aprile 2017 in Valibona - Sebben che siamo donne storie rivoluzionarie


Sabato 22 Aprile 2017 Spinart Tribute Unity Session Imperial Sound Army feat. Dan I

Volantino Volantino 22 Aprile 2017 Spinart Tribute Unity Session Imperial Sound Army feat


Venerdì 21 Aprile 2017 Corteo contro il decreto Minniti/Orlando

Volantino Volantino 21 aprile 2017 corteo contro il decreto minniti


Contro il decreto Minniti/Orlando, per la vivibilità dei nostri quartieri, contro la criminalizzazione delle lotte, la nostra sicurezza è libertà di avere una casa, un lavoro, scuola e sanità!

Venerdì 21 aprile - ore 19.00 Manifestazione serale da Piazza Santa Maria Novella verso Santo Spirito, attraversando Via Palazzuolo

Appello delle realtà politiche, sociali, sindacali e studensche di Firenze per una mobilitazione cittadina:

CONTRO il DECRETO MINNITI-ORLANDO, la VERA SICUREZZA SONO LAVORO, CASA, SALUTE e ISTRUZIONE!
NO alla CRIMINALIZZAZIONE delle LOTTE, per la VIVIBILITA' delle NOSTRE CITTA'!

Il Decreto Minniti, varato dal governo di centrosinistra ed approvato recentemente dal Parlamento, è un ulteriore passaggio nel rafforzamento dello Stato Penale in costruzione ormai da anni. Lo Stato, incapace di garantire un minimo di redistribuzione e protezione sociale (lavoro, salute, istruzione, casa...) si svela e completa nella sua funzione principale di controllo e repressione.
Il restringimento delle garanzie e delle libertà, come la continua criminalizzazione dei conflitti politici e sociali, si sono affermati: limitazione al diritto di sciopero e alle libertà sindacali nei posti di lavoro, divieti e negazioni della possibilità di manifestare e gestione repressiva del dissenso e delle proteste, siano esse contro grandi opere o per l'affermazione dei propri diritti. Quanto successo a Roma il 25 marzo per il corteo contro la UE è stato esemplificativo: in un clima di intimidazione, migliaia di identificati, 150 persone fermate e 30 fogli di via giustificati con l'orientamento ideologico. Comportamento rivendicato dal governo e replicato i giorni dopo in occasione delle proteste dei precari con decine di pullman fermati e controllati uno ad uno.
Anche le aule universitarie sono diventate off limits per dibattiti o proteste, con ignobili campagne di diffamazione verso gli studenti che si mobilitano contro tornelli, caro affitti e contro l'università-azienda. Nelle scuole, professori, studenti e lavoratori ATA devono sottostare ai presidi sceriffo, che tra un cane antidroga e un colloquio con la Questura, decidono del bello e cattivo tempo; per fare un'assemblea si deve chinare la testa e semmai si azzardasse un'occupazione ecco subito la solerte Digos, ormai di casa nelle nostre scuole.
A fianco a questo, assistiamo alla marginalizzazione e criminalizzazione di interi settori sociali -immigrati, poveri, barboni- che devono essere simbolicamente e di fatto espulsi dal contesto "civile". In particolare l'accanimento verso la popolazione immigrata, fatto di continue vessazioni, controlli estenuanti con un diritto di fatto parallelo diverso tra autoctoni ed immigrati. Non per niente si rilancia la costruzione di nuovi CIE, chiamati ora democraticamente Centri per il Rimpatrio, o CIE di centrosinistra, massimo 100 posti e vivibilità tra le sbarre assicurata!
Gli stadi inoltre sono diventati ormai da anni luoghi di repressione, sempre più soggetti a norme restrittive e di controllo sociale, luoghi dove la penalizzazione dei comportamenti sociali è pesante ed oppressiva, sia in termini di controllo che di repressione.
I corpi intermedi delle istituzioni, o anche interi settori del lavoro, vengono piegati alla logica della "penalizzazione". Dai Sindaci ai Presidi delle scuole, dai vigili del fuoco alla polizia municipale, dagli operatori sociali delle cooperative ai controllori dei mezzi pubblici. Diventano tutti strumento della sicurezza. Si è alimentata infatti per anni la società dell'emergenza e della paura, sia a livello istituzionale che nella forma più reazionaria rappresentata dai comitati antidegrado e fascisti e leghisti vari, cui ora le istituzioni stesse si conformano; si è imposto un clima di odio ed intolleranza sociale che diventa arma di distrazione di massa dalla profonda crisi economica e culturale dell'Occidente e strumento di consenso nelle politiche dello Stato. Ed in questo pessimo ruolo hanno media e giornali, che acriticamente e per vendere copie in più continuano a bersi notizie fasulle e veline delle Questure ed a sparare nelle prime pagine servizi dove regna l'emergenza e si grida al pericolo. Il decreto del ministro dell'interno Minniti, che ricordiamo abbracciato a quel Cossiga che mandò i carri armati nel '77 a Bologna e con cui ha costruito la sua carriera dentro gli apparati repressivi e militari italiani con la fondazione ICSA, rappresenta tutto questo.
Il Daspo urbano è la legittimazione giuridica del potere discrezionale che si dà a prefetti e, ancora peggio, ad amministrazioni pubbliche anch'esse diventate funzionali allo Stato Penale. Ed il nostro sindaco Nardella né è stato promotore e grande sponsor entusiasta; un'amministrazione che ha fatto della retorica e del populismo sulla sicurezza il suo metro di comportamento, andando a cercare consenso alimentando le paure delle persone. Non è un caso si trovi a competere con i fascisti di Casapound su questo terreno.
Come realtà politiche, sociali, sindacali e studentesche fiorentine riteniamo necessario aprire un confronto e avviare una mobilitazione contro questo decreto e contro il clima repressivo ed autoritario a cui stiamo assistendo, consapevoli che soltanto con risposte adeguate ed in un contesto nazionale possiamo incidere sui rapporti di forza e contrastare l'applicazione di questo decreto.
E consapevoli che solo vivendo le nostre città ed i nostri quartieri si può combattere odio ed intolleranza.
Invitiamo tutte le realtà politiche e sociali, le associazioni, i collettivi e i comitati a firmare questo appello e a diffonderlo per allargare l'opposizione ai decreti legge Minniti-Orlando e per mobilitarsi nelle nostre città.

Promuovono:
CPA Firenze Sud, Collettivo Politico Scienze Politiche, ACAD - Associazione contro gli abusi in divisa, Palazzuolo Strada Aperta, Per Un'Altra Città, Cantiere Sociale K100fuegos, Rete Collettivi Fiorentini, COBAS, USB, CUB, Fuori Binario, Rete Antirazzista Fiorentina, Associazione Periferie al centro, Firenze riparte a Sinistra, artito Comunista, CO.R.P.I - Compagnia Resistente


Venerdì 14 Aprile 2017 Serata combat ska

Volantino Volantino 14 Aprile 2017 Serata combat ska


Sabato 8 Aprile 2017 Maleducazione Alcolica & Hot Jokers

Volantino Volantino 8 Aprile 2017 Maleducazione Alcolica & Hot Jokers


Venerdì 7 Aprile 2017 Cena al circolo Stella Rossa a Signa

Volantino Signa Antifascista Volantino 7 Aprile 2017 Cena al circolo Stella Rossa


Signa Antifascista


Sabato 1 aprile 2017 con la Resistenza Palestinese

1976-2017
Con la resistenza palestinese
Con ogni mezzo necessario

Oggi in occasione della Giornata della Terra
Presidio in P.zza della Repubblica dalle 17 alle 19
https://www.facebook.com/events/1456408807726814/?ti=cl

Volantino Volantino 1 aprile 2017 con la Resistenza Palestinese


Sabato 25 Marzo 2017 Serata HC

Volantino Volantino 25 Marzo 2017 Serata HC


Venerdì 24 Marzo 2017 The harvest - Storie di un nuovo caporalato agricolo in Italia

Volantino Volantino 24 Marzo 2017 The harvest - Storie di un nuovo caporalato agricolo in Italia

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