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¡Hasta la victoria siempre!

¡Aqui no se rinde nadie!


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Sabato 10 Dicembre 2016 Serata Metal Orphan Skin Deseas

Volantino 10 Dicembre 2016 Serata Metal Orphan Skin Deseas Sex and death (Motorhead)


Sulle sentenze del processo contro il movimento fiorentino

Il 18 novembre scorso il tribunale di Firenze ha emesso le sentenze per il processo contro il Movimento fiorentino, condannando 67 compagni/e a pene variabili tra 6 mesi e 2 anni, per un totale di 66 anni e 8 mesi di carcere.

Il teorema accusatorio, centrato sull'accusa di associazione a delinquere, è stato smentito dai giudici, che però hanno condannato i reati specifici superando quasi sempre le richieste del PM. Gli episodi condannati riguardano tutto lo spettro delle mobilitazioni cittadine negli anni tra il 2009 e il 2011, confermando nel tempo l'obiettivo iniziale su cui questa azione repressiva si è sviluppata, ovvero colpire l'intero movimento fiorentino. Tra gli episodi colpiti rientrano in particolare alcune mobilitazioni antifasciste e antirazziste, come la contestazione contro la presenza della Santanchè a Novoli organizzata dai collettivi studenteschi nel novembre del 2010, le manifestazioni contro l'apertura della sede di Casapound in via Lorenzo il Magnifico nel giugno del 2010 e il corteo organizzato da Firenze Antifascista contro la annuale parata cittadina dei fascisti in occasione del cosiddetto giorno del ricordo del febbraio 2011.

In queste occasioni, centinaia di persone erano scese in piazza per contestare la presenza dei fascisti in città e l'agibilità concessa a esponenti dichiaratamente fascisti dal Pd e dalle istituzioni cittadine come l'università e il comune di Firenze, che non hanno mancato di presenziare a queste iniziative con propri esponenti. Quelle mobilitazioni non venivano certo fuori dal nulla: erano il frutto di un dibattito e di una iniziativa politica che è continuata a livello cittadino negli anni fino ad oggi, senza passi indietro, contro il revisionismo e la falsificazione della Storia promossa dai fascisti e avvallata dalla politica istituzionale, per la memoria della Resistenza al di fuori e in contrapposizione alla vuota retorica delle istituzioni, contro la propaganda razzista con cui leghisti e fascisti cercano di crearsi spazi di consenso nei settori popolari, contro le politiche di aggressione militare che vanno inevitabilmente a legittimare con il loro odio, e quotidianamente contro la presenza di questi tristi personaggi nelle strade della nostra città. Una pratica di antifascismo militante che ha portato peraltro a condanne pesanti in altri processi già definiti o in via di definizione in questi mesi.

La repressione non è la somma di singole iniziative slegate, che colpiscono qualche gruppo o realtà in particolare in qualche particolare momento. Per capire questo basta considerare la continuità e sistematicità con cui anche negli anni più recenti digos e giudici hanno attaccato i momenti di lotta che si sono sviluppati in città, spesso ricorrendo a misure cautelari, firme e limitazioni di ogni genere, secondo quella che è diventata la prassi degli ultimi anni.

Proprio in questi giorni si stanno aprendo 4 nuovi procedimenti che colpiscono nell'insieme oltre 40 compagni.In particolare, il 30 novembre si è aperto il processo contro 11 antifascisti in relazione ai fatti del 6 dicembre 2014, quando alle Piagge fu impedito il presidio che i fascisti di Forza Nuova avevano convocato "contro il degrado". Il prossimo 6 dicembre si aprirà invece il processo contro 16 manifestanti accusati di travisamento, e di accensione o lancio di oggetti, in relazione al corteo del 16 novembre 2013 organizzato in risposta all'aggressione di Casapound ai danni di due compagni in piazza della repubblica. Gli altri due processi riguardano altrettante manifestazioni di piazza contro il Pd e le sue politiche, la prima avvenuta il 21 dicembre 2013 e la seconda il 3 dicembre 2014 in coincidenza con l'approvazione del job act. Nel primo caso le accuse rivolte a 29 manifestanti sono di resistenza, oltraggio, accensione e lancio di fumogeni, travisamento. Nel secondo a 3 manifestanti viene contestata l'accensione di fumogeni.

Quello che pensiamo sia importante ribadire in questo momento, rispetto ai processi che si aprono ora così come a quelli in corso, è la centralità della solidarietà come patrimonio per tutte le realtà e i singoli compagni che si battono per i valori dell'antifascismo e per una società libera dallo sfruttamento e dalla guerra. Un patrimonio che è essenziale rafforzare e sviluppare per costruire relazioni, oltre le appartenenze e le differenze, che siano basate sul rispetto reciproco e sul riconoscimento di essere dalla stessa parte nello scontro di classe. Per questo vogliamo esprimere piena solidarietà nei confronti dei 67 condannati così come nei confronti degli imputati dei nuovi processi e di tutti i compagni colpiti quotidianamente dalla repressione a Firenze, così come nel resto d'Italia. Per questo riteniamo fondamentale informare e discutere di repressione, come continueremo a fare nei prossimi mesi, e vogliamo rilanciare a tutti la necessità di mobilitarsi concretamente a supporto dei compagni, affinché nessuno sia lasciato solo nelle mani di sbirri e giudici.

Firenze Antifascista


Hasta siempre Comandante en Jefe!

Oggi abbiamo esposto la bandiera di Cuba sul cancello del nostro centro sociale.
Quasi 15 anni fa abbiamo deciso di intitolare questo spazio di aggregazione, socialità ed agire politico a Camilo Cienfuegos, comandante della rivoluzione cubana del 1959 al fianco di Ernesto Che Guevara e Fidel Castro.
Credevamo, e crediamo oggi ancor di più, che la rivoluzione cubana rappresenti un esempio per tutti i popoli che anelano alla libertà e lottano per un mondo più giusto, libero da guerra e sfruttamento capitalistico.

La morte di Fidel Castro non significa certo la fine dell'esperienza socialista a Cuba, e se ne renderanno conto coloro che adesso vediamo festeggiare o dipingere il Comandante come un feroce dittatore ed affamatore del suo popolo. Se ne va un vero rivoluzionario: rimarrà indelebile il suo ricordo e il suo fondamentale contributo all'autodeterminazione dei popoli, così come al movimento internazionalista e antimperialista.

Hasta siempre Comandante en Jefe!

Vamos bien!

I compagni e le compagne del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos - Campi Bisenzio

Hasta siempre Comandante en Jefe!


Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos


Sabato 3 Dicembre 2016 Riprendiamoci il presidio!

Volantino 3 Dicembre 2016 Riprendiamoci il presidio

Il presidio sono anche io


Assemblea per la piana Contro le Nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Venerdì 2 Dicembre 2016 Serata benefit Colpol - Etrurians & Fish Bons & Supa Gee

Volantino 2 Dicembre 2016 Serata Colpol - Etrurians & Fish Bons & Supa Gee


Solidarietà al compagno Beppe

Nella notte fra il 12 e il 13 novembre, l'abitazione del compagno Giuseppe Mazzoli (Beppe) capogruppo del PCL al consiglio comunale di Castiglion Fiorentino, Arezzo, è stata fatta segno di una grave provocazione da parte di un gruppo di fascisti: cori e slogan in piena notte cui è seguita l'imbrattamento dei muri con svastiche e scritte antisemite. Non è un gesto isolato, da mesi si ripetono provocazioni di questo genere, ai danni non solo del compagno Beppe, ma anche di altri abitanti del territorio.

La presenza nel centro storico di Castiglion Fiorentino di un circolo dell'organizzazione neofascista Casapound, insediatosi col beneplacito di una delle ultime amministrazioni PD e l'atteggiamento, oggi ancora più compiacente, dell'attuale giunta di destra che regolarmente organizza iniziative culturali finalizzate a gratificare l'anima nera del paese (presentazione di libri di nostalgici fascisti, conferenze di personaggi legati a Casapound, campagne mediatiche reazionarie di vario tipo), alimenta un clima molto pericoloso, che ricorda le scorribande delle bande fasciste prima e durante il nefasto ventennio.
Castiglion Fiorentino è già stata tristemente nota alle cronache, all'inizio degli anni 70, come crocevia della strategia della tensione, con il coivolgimento dei fascisti locali nella strage dell' Italicus e in altri attentati, mentre nella stessa provincia di Arezzo continua la sua attività eversiva la Fondazione RSI come centro organizzativo e di formazione politica dei fascisti. Mentre esprimiamo la nostra solidarietà militante al compagno Beppe, chiamiamo le forze antifasciste ad aumentare la vigilanza, la lotta e la mobilitazione.

Firenze Antifascista


Sulle condanne nel processo contro il movimento fiorentino

Nella tarda serata di ieri il tribunale di firenze ha emesso la sentenza di primo grado per il processo contro il movimento fiorentino. i giudici hanno condannato 67 compagn* a pene tra i 6 mesi e i 2 anni, per un totale di oltre 60.

L'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE
Tutta l'inchiesta è stata costruita e ruotava intorno a questo reato.
I giudici hanno assolto i compagni e le compagne imputati per associazione a delinquere che anche in questo caso non regge alla prova del primo grado se applicato alle lotte politiche e sociali.
In questo modo cade tutto il teorema giudiziario alla base del processo e montato dal PM Coletta e dal GIP Rocchi, e viene meno ad oggi la possibilità che si costituisca un precedente rispetto all'utilizzo di questo reato associativo.
Rimane però il fatto che questo reato abbia permesso la costruzione di un'inchiesta di questo tipo con intercettazioni e pedinamenti, che hanno riguardato un lasso di tempo molto lungo dando modo di monitorare e controllare l'attività politica dei compagni per due anni e giustificare pesanti misure cautelari.

CONDANNE E ALTRI REATI
I reati su cui sono state emesse le condanne riguardano fatti di piazza e avvenimenti specifici.
I giudici partivano dalle richieste del PM Coletta per un totale di quasi 72 anni: nonostante sia caduta l'associazione a delinquere il totale degli anni di condanna si avvicina di molto alle richieste iniziali. Questo in virtù di una sorta di "bilanciamento" che i giudici hanno deciso di applicare.
Da una parte disconoscono l'impianto del processo, dall'altro hanno colpito duramente ciò che in fase dibattimentale è risultato particolarmente grave ai loro occhi come per esempio la contestazione alla presenza della Santanchè al Polo delle Scienze Sociali di Novoli: questo episodio è stato letto e descritto come un innalzamento del livello di scontro con l'esplicito obiettivo di impedire ad una parlamentare di parlare all'Università.
La stessa valutazione la ritroviamo applicata alle manifestazioni di solidarietà successive ai primi arresti del 4 maggio, che portarono alla seconda ondata di arresti del 13 giugno 2011. Il GIP Rocchi, a seguito delle solerti richieste del PM, descrisse la sua scelta come una conseguenza del fatto che le manifestazioni di solidarietà del 4 e del 21 maggio avevano messo in discussione le scelte della magistratura sia nel merito che nei fatti, reiterando pratiche definite come illegali.
Questi sono i fatti che emergono in un clima cittadino in cui veniva messa in discussione la legittimità stessa delle decisioni istituzionali.
Dobbiamo però sottolineare ancora una volta come queste valutazioni siano state possibili perché all'interno di un'unica inchiesta ed ancora una volta è stato il cappello del reato associativo ad aver permesso questo.

LE PARTI CIVILI
I giudici hanno respinto le richieste di risarcimento di Gest (gestore della Tramvia di Firenze), Trenitalia e Primerano (dirigente scolastico in quota PD).
Hanno invece accolte le richieste di Confindustria - 2 mila euro per una scritta a bomboletta - e di poliziotti e digossini: dalle 4 alle 6 mila euro a testa... "per offese e ingiurie"!

VERSO L'APPELLO
Così come andranno in appello gli avvocati dei compagni lo stesso probabilmente farà il PM Coletta che non potrà accettare la bocciatura del teorema associativo.
Il processo, quindi, è tutt'altro che finito e ancora più importante sarà tenere alto il livello della solidarietà nei confronti dei compagni imputati: lo faremo con iniziative di piazza e di dibattito, sia sul processo specifico che su un piano più generale, visto lo sviluppo di un' azione repressiva sempre più generalizzata e allo stesso tempo capillare che colpisce con sempre maggiore intensità tutti gli incompatibili con questo sistema di guerra e sfruttamento.

Centro Popolare Autogestito fi-sud
Collettivo Politico Scienze Politiche
Rete dei Collettivi Fiorentini
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos
Collettivo contro la repressione - Firenze

Sulle condanne nel processo contro il Movimento Fiorentino

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https://www.facebook.com/events/213321135770062/

Programma delle iniziative di solidarietà:

Giovedì 17 novembre
All'Artistico di Porta Romana
alle ore 14.30 pranzo popolare
alle ore 15.30 assemblea su LOTTE e REPRESSIONE

Venerdì 18 novembre
Alle ore 9.30 presidio di solidarietà sotto al Tribunale di Firenze su viale Guidoni
Alle ore 13.00 pranzo sociale allo Spazio Autogestito nel plesso D5 del polo delle Scienze Sociali

LA LOTTA É L'UNICA VIA... SOLIDARIETÀ!
Nella mattinata del 18 novembre nell'aula bunker del Tribunale di Firenze é fissata l'ultima udienza del primo grado del processo contro il movimento fiorentino. I giudici procederanno quindi alla lettura della sentenza partendo dalle richieste dell'accusa: 71 anni e 9 mesi di carcere!

Il processo è frutto di un'inchiesta aperta dalla procura fiorentina nel 2009 che formulò l'ipotesi del reato di associazione a delinquere applicata alle lotte politiche e sociali.
L'utilizzo del reato associativo ha permesso l'autorizzazione di intercettazioni ambientali e telefoniche, ha sancito il prolungamento delle indagini fino a quasi due anni determinando l'allargamento dell'inchiesta dal contesto studentesco da cui era partita, nello specifico dallo Spazio liberato 400 colpi, a tutte le altre mobilitazioni che stavano investendo il territorio come quella contro la costruzione di un CIE in Toscana, quella antifascista fino alle lotte dei lavoratori.L'utilizzo del reato associativo è servito poi per alimentare la campagna mediatica di criminalizzazione del movimento e soprattutto ha legittimato le successive misure cautelari.
Il 4 maggio 2011 scattò la prima operazione di polizia che portò a diverse perquisizioni e ai primi arresti.
Nelle settimane successive l'inchiesta si allargò alle manifestazioni che furono organizzate per rispondere all'attacco repressivo. Il 13 giugno si arrivò così alla seconda operazione di polizia che portò ad un totale di 86 compagni imputati nel processo di cui 35 sottoposti a misura cautelare tra arresti - uno in carcere gli altri ai domiciliari - e obblighi di firma.

Dopo la grande manifestazione di solidarietà del 9 aprile scorso pensiamo sia fondamentale tornare in piazza in sostegno dei compagni coinvolti in questo processo.
Crediamo sia importante farlo per rimettere sul piatto la questione repressiva e la nostra capacità di risposta sia in occasione dei singoli processi che su un piano piú generale.
Sono già tanti gli appuntamenti e le scadenze in programma per i prossimi mesi di lotta cosí come sono molti i processi che si chiuderanno e si apriranno contro i militanti fiorentini: il 30 novembre si aprirà il processo per la manifestazione antifascista del dicembre 2014 alle Piagge, a dicembre altri antifascisti saranno sotto processo accusati di travisamento per il corteo antifascista che fu organizzato in risposta al pestaggio messo in atto da Casapound ai danni di due studenti mentre è stato rinviato a data da destinarsi il processo d'appello per i fatti di Via della Scala che vede già condannati in primo grado 11 antifascisti ad un totale di 7 anni e 4 mesi.

SOLIDARIETA' A CHI LOTTA!
SOLIDARIETA' AGLI 86!

Cpa fi-sud
Rete dei Collettivi Fiorentini
Collettivo Politico di Scienze Politiche
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos
Collettivo contro la repressione - Firenze


Domenica 13 Novembre 2016 Serata rockabilly

Volantino 13 Novembre 2016 Serata rockabilly

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