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¡Hasta la victoria siempre!

¡Aqui no se rinde nadie!


Indice


Iniziative politiche e comunicati 2016:

Raccolta BSA - Terremoto Centro Italia

Raccolta BSA - Terremoto Centro Italia

Presso il Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos è stata attivata una nuova raccolta per le zone terremotate del centro Italia che verrà gestita e smistata dalle Brigate di Solidarietà Attiva BSA presenti sul territorio sin dalla prima scossa di Agosto.
Di seguito il volantino con l'indicazione del materiale necessario e il codice Iban delle BSA per chi volesse contribuire economicamente.

Volantino raccolta BSA

Raccolta presso Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos - Via Chiella 4 - Campi Bisenzio (fi) nei seguenti giorni:
Martedì 17:00-19:00
Giovedì 17:00-19:00
Mercoledì 21:30-23:00

Per info 3385251921


Sabato 17 Dicembre 2016 Serata Punk HC a sostegno degli antifascisti fiorentini sotto processo!

Volantino 17 Dicembre 2016 Serata Oi Firenze Antifascista


Sulle sentenze del processo contro il movimento fiorentino

Il 18 novembre scorso il tribunale di Firenze ha emesso le sentenze per il processo contro il Movimento fiorentino, condannando 67 compagni/e a pene variabili tra 6 mesi e 2 anni, per un totale di 66 anni e 8 mesi di carcere.

Il teorema accusatorio, centrato sull'accusa di associazione a delinquere, è stato smentito dai giudici, che però hanno condannato i reati specifici superando quasi sempre le richieste del PM. Gli episodi condannati riguardano tutto lo spettro delle mobilitazioni cittadine negli anni tra il 2009 e il 2011, confermando nel tempo l'obiettivo iniziale su cui questa azione repressiva si è sviluppata, ovvero colpire l'intero movimento fiorentino. Tra gli episodi colpiti rientrano in particolare alcune mobilitazioni antifasciste e antirazziste, come la contestazione contro la presenza della Santanchè a Novoli organizzata dai collettivi studenteschi nel novembre del 2010, le manifestazioni contro l'apertura della sede di Casapound in via Lorenzo il Magnifico nel giugno del 2010 e il corteo organizzato da Firenze Antifascista contro la annuale parata cittadina dei fascisti in occasione del cosiddetto giorno del ricordo del febbraio 2011.

In queste occasioni, centinaia di persone erano scese in piazza per contestare la presenza dei fascisti in città e l'agibilità concessa a esponenti dichiaratamente fascisti dal Pd e dalle istituzioni cittadine come l'università e il comune di Firenze, che non hanno mancato di presenziare a queste iniziative con propri esponenti. Quelle mobilitazioni non venivano certo fuori dal nulla: erano il frutto di un dibattito e di una iniziativa politica che è continuata a livello cittadino negli anni fino ad oggi, senza passi indietro, contro il revisionismo e la falsificazione della Storia promossa dai fascisti e avvallata dalla politica istituzionale, per la memoria della Resistenza al di fuori e in contrapposizione alla vuota retorica delle istituzioni, contro la propaganda razzista con cui leghisti e fascisti cercano di crearsi spazi di consenso nei settori popolari, contro le politiche di aggressione militare che vanno inevitabilmente a legittimare con il loro odio, e quotidianamente contro la presenza di questi tristi personaggi nelle strade della nostra città. Una pratica di antifascismo militante che ha portato peraltro a condanne pesanti in altri processi già definiti o in via di definizione in questi mesi.

La repressione non è la somma di singole iniziative slegate, che colpiscono qualche gruppo o realtà in particolare in qualche particolare momento. Per capire questo basta considerare la continuità e sistematicità con cui anche negli anni più recenti digos e giudici hanno attaccato i momenti di lotta che si sono sviluppati in città, spesso ricorrendo a misure cautelari, firme e limitazioni di ogni genere, secondo quella che è diventata la prassi degli ultimi anni.

Proprio in questi giorni si stanno aprendo 4 nuovi procedimenti che colpiscono nell'insieme oltre 40 compagni.In particolare, il 30 novembre si è aperto il processo contro 11 antifascisti in relazione ai fatti del 6 dicembre 2014, quando alle Piagge fu impedito il presidio che i fascisti di Forza Nuova avevano convocato "contro il degrado". Il prossimo 6 dicembre si aprirà invece il processo contro 16 manifestanti accusati di travisamento, e di accensione o lancio di oggetti, in relazione al corteo del 16 novembre 2013 organizzato in risposta all'aggressione di Casapound ai danni di due compagni in piazza della repubblica. Gli altri due processi riguardano altrettante manifestazioni di piazza contro il Pd e le sue politiche, la prima avvenuta il 21 dicembre 2013 e la seconda il 3 dicembre 2014 in coincidenza con l'approvazione del job act. Nel primo caso le accuse rivolte a 29 manifestanti sono di resistenza, oltraggio, accensione e lancio di fumogeni, travisamento. Nel secondo a 3 manifestanti viene contestata l'accensione di fumogeni.

Quello che pensiamo sia importante ribadire in questo momento, rispetto ai processi che si aprono ora così come a quelli in corso, è la centralità della solidarietà come patrimonio per tutte le realtà e i singoli compagni che si battono per i valori dell'antifascismo e per una società libera dallo sfruttamento e dalla guerra. Un patrimonio che è essenziale rafforzare e sviluppare per costruire relazioni, oltre le appartenenze e le differenze, che siano basate sul rispetto reciproco e sul riconoscimento di essere dalla stessa parte nello scontro di classe. Per questo vogliamo esprimere piena solidarietà nei confronti dei 67 condannati così come nei confronti degli imputati dei nuovi processi e di tutti i compagni colpiti quotidianamente dalla repressione a Firenze, così come nel resto d'Italia. Per questo riteniamo fondamentale informare e discutere di repressione, come continueremo a fare nei prossimi mesi, e vogliamo rilanciare a tutti la necessità di mobilitarsi concretamente a supporto dei compagni, affinché nessuno sia lasciato solo nelle mani di sbirri e giudici.

Firenze Antifascista


Hasta siempre Comandante en Jefe!

Oggi abbiamo esposto la bandiera di Cuba sul cancello del nostro centro sociale.
Quasi 15 anni fa abbiamo deciso di intitolare questo spazio di aggregazione, socialità ed agire politico a Camilo Cienfuegos, comandante della rivoluzione cubana del 1959 al fianco di Ernesto Che Guevara e Fidel Castro.
Credevamo, e crediamo oggi ancor di più, che la rivoluzione cubana rappresenti un esempio per tutti i popoli che anelano alla libertà e lottano per un mondo più giusto, libero da guerra e sfruttamento capitalistico.

La morte di Fidel Castro non significa certo la fine dell'esperienza socialista a Cuba, e se ne renderanno conto coloro che adesso vediamo festeggiare o dipingere il Comandante come un feroce dittatore ed affamatore del suo popolo. Se ne va un vero rivoluzionario: rimarrà indelebile il suo ricordo e il suo fondamentale contributo all'autodeterminazione dei popoli, così come al movimento internazionalista e antimperialista.

Hasta siempre Comandante en Jefe!

Vamos bien!

I compagni e le compagne del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos - Campi Bisenzio

Hasta siempre Comandante en Jefe!


Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos


Sabato 3 Dicembre 2016 Riprendiamoci il presidio!

Volantino 3 Dicembre 2016 Riprendiamoci il presidio

Il presidio sono anche io


Assemblea per la piana Contro le Nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Solidarietà al compagno Beppe

Nella notte fra il 12 e il 13 novembre, l'abitazione del compagno Giuseppe Mazzoli (Beppe) capogruppo del PCL al consiglio comunale di Castiglion Fiorentino, Arezzo, è stata fatta segno di una grave provocazione da parte di un gruppo di fascisti: cori e slogan in piena notte cui è seguita l'imbrattamento dei muri con svastiche e scritte antisemite. Non è un gesto isolato, da mesi si ripetono provocazioni di questo genere, ai danni non solo del compagno Beppe, ma anche di altri abitanti del territorio.
La presenza nel centro storico di Castiglion Fiorentino di un circolo dell'organizzazione neofascista Casapound, insediatosi col beneplacito di una delle ultime amministrazioni PD e l'atteggiamento, oggi ancora più compiacente, dell'attuale giunta di destra che regolarmente organizza iniziative culturali finalizzate a gratificare l'anima nera del paese (presentazione di libri di nostalgici fascisti, conferenze di personaggi legati a Casapound, campagne mediatiche reazionarie di vario tipo), alimenta un clima molto pericoloso, che ricorda le scorribande delle bande fasciste prima e durante il nefasto ventennio.
Castiglion Fiorentino è già stata tristemente nota alle cronache, all'inizio degli anni 70, come crocevia della strategia della tensione, con il coivolgimento dei fascisti locali nella strage dell' Italicus e in altri attentati, mentre nella stessa provincia di Arezzo continua la sua attività eversiva la Fondazione RSI come centro organizzativo e di formazione politica dei fascisti. Mentre esprimiamo la nostra solidarietà militante al compagno Beppe, chiamiamo le forze antifasciste ad aumentare la vigilanza, la lotta e la mobilitazione.

Firenze Antifascista


Sulle condanne nel processo contro il movimento fiorentino

Nella tarda serata di ieri il tribunale di firenze ha emesso la sentenza di primo grado per il processo contro il movimento fiorentino. i giudici hanno condannato 67 compagn* a pene tra i 6 mesi e i 2 anni, per un totale di oltre 60.

L'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE
Tutta l'inchiesta è stata costruita e ruotava intorno a questo reato.
I giudici hanno assolto i compagni e le compagne imputati per associazione a delinquere che anche in questo caso non regge alla prova del primo grado se applicato alle lotte politiche e sociali.
In questo modo cade tutto il teorema giudiziario alla base del processo e montato dal PM Coletta e dal GIP Rocchi, e viene meno ad oggi la possibilità che si costituisca un precedente rispetto all'utilizzo di questo reato associativo.
Rimane però il fatto che questo reato abbia permesso la costruzione di un'inchiesta di questo tipo con intercettazioni e pedinamenti, che hanno riguardato un lasso di tempo molto lungo dando modo di monitorare e controllare l'attività politica dei compagni per due anni e giustificare pesanti misure cautelari.

CONDANNE E ALTRI REATI
I reati su cui sono state emesse le condanne riguardano fatti di piazza e avvenimenti specifici.
I giudici partivano dalle richieste del PM Coletta per un totale di quasi 72 anni: nonostante sia caduta l'associazione a delinquere il totale degli anni di condanna si avvicina di molto alle richieste iniziali. Questo in virtù di una sorta di "bilanciamento" che i giudici hanno deciso di applicare.
Da una parte disconoscono l'impianto del processo, dall'altro hanno colpito duramente ciò che in fase dibattimentale è risultato particolarmente grave ai loro occhi come per esempio la contestazione alla presenza della Santanchè al Polo delle Scienze Sociali di Novoli: questo episodio è stato letto e descritto come un innalzamento del livello di scontro con l'esplicito obiettivo di impedire ad una parlamentare di parlare all'Università.
La stessa valutazione la ritroviamo applicata alle manifestazioni di solidarietà successive ai primi arresti del 4 maggio, che portarono alla seconda ondata di arresti del 13 giugno 2011. Il GIP Rocchi, a seguito delle solerti richieste del PM, descrisse la sua scelta come una conseguenza del fatto che le manifestazioni di solidarietà del 4 e del 21 maggio avevano messo in discussione le scelte della magistratura sia nel merito che nei fatti, reiterando pratiche definite come illegali.
Questi sono i fatti che emergono in un clima cittadino in cui veniva messa in discussione la legittimità stessa delle decisioni istituzionali.
Dobbiamo però sottolineare ancora una volta come queste valutazioni siano state possibili perché all'interno di un'unica inchiesta ed ancora una volta è stato il cappello del reato associativo ad aver permesso questo.

LE PARTI CIVILI
I giudici hanno respinto le richieste di risarcimento di Gest (gestore della Tramvia di Firenze), Trenitalia e Primerano (dirigente scolastico in quota PD).
Hanno invece accolte le richieste di Confindustria - 2 mila euro per una scritta a bomboletta - e di poliziotti e digossini: dalle 4 alle 6 mila euro a testa... "per offese e ingiurie"!

VERSO L'APPELLO
Così come andranno in appello gli avvocati dei compagni lo stesso probabilmente farà il PM Coletta che non potrà accettare la bocciatura del teorema associativo.
Il processo, quindi, è tutt'altro che finito e ancora più importante sarà tenere alto il livello della solidarietà nei confronti dei compagni imputati: lo faremo con iniziative di piazza e di dibattito, sia sul processo specifico che su un piano più generale, visto lo sviluppo di un' azione repressiva sempre più generalizzata e allo stesso tempo capillare che colpisce con sempre maggiore intensità tutti gli incompatibili con questo sistema di guerra e sfruttamento.

Centro Popolare Autogestito fi-sud
Collettivo Politico Scienze Politiche
Rete dei Collettivi Fiorentini
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos
Collettivo contro la repressione - Firenze

Sulle condanne nel processo contro il Movimento Fiorentino

Sulle condanne nel processo contro il Movimento Fiorentino

Sulle condanne nel processo contro il Movimento Fiorentino


Leggi anche:


Il 18 Novembre 2016 le sentenze del processo contro il movimento fiorentino

Volantino 18 Novembre 2016 le sentenze del processo contro il movimento fiorentino


https://www.facebook.com/events/213321135770062/

Programma delle iniziative di solidarietà:

Giovedì 17 novembre
All'Artistico di Porta Romana
alle ore 14.30 pranzo popolare
alle ore 15.30 assemblea su LOTTE e REPRESSIONE

Venerdì 18 novembre
Alle ore 9.30 presidio di solidarietà sotto al Tribunale di Firenze su viale Guidoni
Alle ore 13.00 pranzo sociale allo Spazio Autogestito nel plesso D5 del polo delle Scienze Sociali

LA LOTTA É L'UNICA VIA... SOLIDARIETÀ!
Nella mattinata del 18 novembre nell'aula bunker del Tribunale di Firenze é fissata l'ultima udienza del primo grado del processo contro il movimento fiorentino. I giudici procederanno quindi alla lettura della sentenza partendo dalle richieste dell'accusa: 71 anni e 9 mesi di carcere!

Il processo è frutto di un'inchiesta aperta dalla procura fiorentina nel 2009 che formulò l'ipotesi del reato di associazione a delinquere applicata alle lotte politiche e sociali.
L'utilizzo del reato associativo ha permesso l'autorizzazione di intercettazioni ambientali e telefoniche, ha sancito il prolungamento delle indagini fino a quasi due anni determinando l'allargamento dell'inchiesta dal contesto studentesco da cui era partita, nello specifico dallo Spazio liberato 400 colpi, a tutte le altre mobilitazioni che stavano investendo il territorio come quella contro la costruzione di un CIE in Toscana, quella antifascista fino alle lotte dei lavoratori.L'utilizzo del reato associativo è servito poi per alimentare la campagna mediatica di criminalizzazione del movimento e soprattutto ha legittimato le successive misure cautelari.
Il 4 maggio 2011 scattò la prima operazione di polizia che portò a diverse perquisizioni e ai primi arresti.
Nelle settimane successive l'inchiesta si allargò alle manifestazioni che furono organizzate per rispondere all'attacco repressivo. Il 13 giugno si arrivò così alla seconda operazione di polizia che portò ad un totale di 86 compagni imputati nel processo di cui 35 sottoposti a misura cautelare tra arresti - uno in carcere gli altri ai domiciliari - e obblighi di firma.

Dopo la grande manifestazione di solidarietà del 9 aprile scorso pensiamo sia fondamentale tornare in piazza in sostegno dei compagni coinvolti in questo processo.
Crediamo sia importante farlo per rimettere sul piatto la questione repressiva e la nostra capacità di risposta sia in occasione dei singoli processi che su un piano piú generale.
Sono già tanti gli appuntamenti e le scadenze in programma per i prossimi mesi di lotta cosí come sono molti i processi che si chiuderanno e si apriranno contro i militanti fiorentini: il 30 novembre si aprirà il processo per la manifestazione antifascista del dicembre 2014 alle Piagge, a dicembre altri antifascisti saranno sotto processo accusati di travisamento per il corteo antifascista che fu organizzato in risposta al pestaggio messo in atto da Casapound ai danni di due studenti mentre è stato rinviato a data da destinarsi il processo d'appello per i fatti di Via della Scala che vede già condannati in primo grado 11 antifascisti ad un totale di 7 anni e 4 mesi.

SOLIDARIETA' A CHI LOTTA!
SOLIDARIETA' AGLI 86!

Cpa fi-sud
Rete dei Collettivi Fiorentini
Collettivo Politico di Scienze Politiche
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos
Collettivo contro la repressione - Firenze


Dai muri dell'Osmannoro... no a salvini!

muri osmannoro no salvini


Cartoline dalle Università di Firenze

Cartoline dalle UniversitÓ di Firenze


Sabato 12 Novembre Corteo Salvini e Lega Nord: a Firenze un vi si vole!

Volantino 12 Novembre Corteo Salvini e Lega Nord a Firenze un vi si vole


Il 12 novembre la lega di Salvini ha organizzato un appuntamento nazionale in piazza santa croce a Firenze.
La propaganda di Salvini in questa fase di crisi si inserisce nella storia dei movimenti reazionari e di estrema destra che da sempre, pur dichiarandosi antisistema a parole, nei fatti hanno sempre svolto un ruolo di stampella al sistema stesso.
Se in questo momento di austerità, salari bassi e privatizzazioni Governo e Stato mettono in conto la crescita di rabbia e malcontento e di doverne reprimere le componenti che esprimono elementi di rottura, dall’altra fanno di tutto perché la rabbia venga indirizzata verso falsi nemici come gli immigrati e si esalti l’elemento nazionale ed etnico come collante…ecco quindi il motivo dell’esposizione mediatica e della credibilità affidate ad un becero ignorante come Salvini.
Ma quali sono i pezzi forti agitati dal Padano di latta per raccogliere consensi a destra e…ancora più a destra?

PRIMA I PADANI o GLI ITALIANI?
Negli anni’90 lo slogan era PRIMA IL NORD: hanno raccolto consensi contrapponendo il NORD produttivo e virtuoso al SUD fannullone e parassita. Un argomento sbandierato anche ai tempi dell’ingresso nell’Unione Europeo per affermarne l’importanza e la zavorra che il SUD rappresentava abbassando i parametri italiani.
Oggi la stessa logica viene allargata all’intero territorio nazionale cavalcando l’onda della contrapposizione con l’arrivo dei profughi: la creazione di un nemico ben identificabile per il colore della pelle, la parlata, la lingua e le tradizioni è stato capace di rompere legami di solidarietà e il tessuto sociale all’interno dei quartieri popolari, nelle fabbriche, in cantiere, sui posti di lavoro…
In ogni caso è un contributo non da poco a fomentare la guerra tra poveri che serve anch’essa a giustificare le politiche di guerra del governo Renzi e dell’Unione Europea.

EURO… PRIMA LA VOTO E POI LA CONTESTO!
Una posizione di comodo maturata non appena le contraddizioni dell’Unione Europea si sono manifestate con forza e la “crisi” a partire dal 2008 le ha fatto esplodere.
Forse la memoria corta, probabilmente la martellante propaganda che spalleggia la Lega nello svolgimento del suo compito, hanno cancellato quello che il partito di Salvini ha fatto dalla sua nascita in avanti per favorire la creazione dell’Unione Europea.
La lista sarebbe lunghissima ma pensiamo sia sufficiente ricordare: che nel 1992 la Lega Lombarda, se pur all’opposizione, votò a favore del Trattato di Maastricht; che l’euro entrò in circolazione in Italia nel 2002 con la Lega nord al governo assieme a Berlusconi; il voto favorevole della Lega alla Costituzione europea (Trattato di Nizza) nel 2003; che il Regolamento di Dublino su immigrazione e diritto di asilo entrò in vigore nel 2003 quando la Lega Nord era ancora al governo.

BANCHE… PRIMA LE SALVO POI SI VEDRÀ!
Senza volerci addentrare nella costituzione della Banca del Nord (diretta emanazione della Lega) e del suo successivo fallimento ci basta ricorda il ddl Salva Banche approvato dal parlamento nel 2008 su proposta di Lega e PDL contente i famosi Tremonti bond.

NO AL REFERENDUM o CAMPAGNA ELETTORALE?
Vorremmo sottolineare come oggi Salvini si schieri contro il referendum dicendo che con la vittoria del SI i vincoli europei entrerebbero ad esser parte fondamentale della carta costituzionale.
Non era però dello stesso parere quando la Lega nel settembre 2011 dopo la famigerata “lettera della BCE” in Consiglio dei Ministri dette parere favorevole sulla proposta di legge per introdurre il pareggio di bilancio in Costituzione.
Ma oltre la cortina di fumo delle mille e insignificanti parole di Salvini rimane solo l’opportunismo.
Salvini e la compagine di governo di cui ha fatto parte hanno usato maxiemendamenti e decreti leggi svuotando di significato il dibattito parlamentare. Hanno contribuito attivamente all’accentramento dei poteri dello Stato. Questo referendum non fa altro che porsi in continuità con quel percorso.
Il suo NO è solo opportunismo politico di bassa lega…appunto!

CHE FARE?
Abbiamo il dovere di smontare questa propaganda e non farci ingannare ancora.
Dobbiamo riaffermare la necessità della crescita e l’allargamento di un movimento di massa che esprima chiaramente la rottura con questo sistema basato sulla guerra, la repressione e le disuguaglianza di cui fascisti e leghisti sono corresponsabili a pieno titolo.
Ma soprattutto dobbiamo identificare quali siano i nostri veri nemici perché se ad oggi non siamo capaci di impedire a questo sistema di creare solo miseria per milioni di lavoratori dobbiamo almeno impedire alla destra reazionaria capitanata oggi da Salvini di usare i propri stessi disastri per dividerci e continuare a metterci l’uno contro l’altro: “stabili” contro precari, statali contro lavoratori del settore privato, giovani contro vecchi, italiani contro i immigrati…sarebbe forse tornato il momento di prendersela con i padroni?

...E ORA TUTTI IN PIAZZA!

PIAZZA DE’ CIOMPI ALLE ORE 15.00

CPA Fi*Sud; Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos; Collettivo Politico Scienze Politiche; Studenti Autorganizzati, Cobas Firenze; USB; Comitato Comunista Toscano; PerUnAltraCittà Lab. Politico; Partito Comunista - Firenze; Ateneo Libertario, ClashCityWorkers


Sui fatti di Sabato 5 Novembre e sul corteo contro la presenza di Salvini a Firenze

Sabato 5 Novembre abbiamo assistito all'ennesima dimostrazione della deriva autoritaria e repressiva del governo Renzi e delle politiche da esso effettuate.
A Firenze si celebrava la "settima Leopolda", un raduno di fedelissimi di Renzi e suoi finanziatori che stavolta doveva rappresentare un evento di propaganda per il sì al referendum del 4 Dicembre.
Come è naturale che sia, di fronte ad un governo che, in linea con i
predecessori, si dimostra ogni giorno più asservito alle lobby di
industriali e costruttori e poteri forti in genere (e conseguentemente
nemico di lavoratori, studenti, disoccupati) le realtà politiche e dell'associazionismo di Firenze hanno organizzato una manifestazione di protesta che intendeva, fin sotto le finestre della stazione Leopolda.
Ebbene, in maniera molto meno naturale, la manifestazione è stata
vietata dalla questura di Firenze, che ha tentato di imporre un presidio statico accerchiando e chiudendo i manifestanti in piazza.
Una scelta prima di tutto antidemocratica ed autoritaria, e che non
poteva che creare tensione in quella piazza: non è la prima volta negli ultimi anni che questore e Digos limitano la libertà d'espressione in modo così grave, ma per fortuna in questo paese sonnolento e apparentemente disposto a riversare sul più debole la propria rabbia e frustrazione prima di mobilitarsi contro i veri responsabili della situazione di crescente miseria (economica e umana) in cui viviamo, ci sono ancora centinaia e migliaia di persone disposte a lottare per difendere i propri diritti.
E' così che il corteo, che tentava di partire dalla piazza, è stato più
volte caricato, riuscendo comunque successivamente a portare il proprio dissenso alle politiche governative fin sui viali di circonvallazione.
Oltre alle teste aperte e ai lividi, le cariche hanno anche comportato
un arresto, quello di Francesco, che dopo un processo per direttissima, è stato liberato.
Altre centinaia di persone invece si stavano mobilitando in
contemporanea a Roma, nel quartiere della Magliana, dove Forza Nuova, mascherata da comitato di residenti del quartiere ("trucchetto" già visto), cercava di uscire allo scoperto contro il centro sociale Macchia Rossa. Ebbene, anche lì, le solerti forze di polizia hanno pensato bene di caricare violentemente il presidio degli antifascisti, fermando oltre quaranta (40!) compagni e arrestandone poi ben 9, che tutt'ora si trovano in carcere tra Rebibbia e Regina Coeli. Il tutto mentre i sedicenti residenti del quartiere devastavano il centro sociale di cui sopra e dichiaravano la "morte dell'antifascismo alla Magliana" (sic!).
A Pavia stessa musica: presidio fascista, antifascisti che si mobilitano
e giù botte (agli antifascisti, manco a dirlo).
Tutto questo a meno di due settimane (18 Novembre) dalla sentenza di primo grado sul processo al movimento fiorentino, che riguarda ben 86 compagni e compagne, e a poco più dall'apertura di altri processi riguardanti episodi legati a mobilitazioni antifasciste (come quella delle Piagge di quasi due anni fa, dove Forza Nuova tentò lo stesso giochetto della Magliana) o per i diritti sul posto di lavoro, nelle scuole, nelle università e contro grandi opere inutili e dannose.
Alla luce di tutto questo rilanciamo infine la manifestazione di sabato prossimo, 12 Novembre, contro il comizio di Salvini in Piazza Santa Croce, altro elemento fintamente antisistema e che in realtà lavora per la conservazione dello status quo, alimentando la guerra tra poveri, identificando il nemico in colui che sta come o peggio di noi, tentando di frammentare le classi popolari per mantenere i privilegi di pochi ai danni di lavoratori e proletari, siano essi italiani o stranieri.
Anche qui vediamo come la questura ha pienamente autorizzato il raduno leghista, proprio dopo quando sembrava che a Firenze fosse vietato manifestare contro l'attuale governo e sistema, confermando che la Lega e Salvini sono pienamente integrate nel sistema e giocano soltanto al gioco delle parti
Solidarietà ai feriti e ai fermati e arrestati di sabato!
Solidarietà per chi lotta!
Nessuno spazio a fascisti, leghisti e a chi soffia sul fuoco della
guerra tra poveri!
Sabato 12 Novembre MANIFESTAZIONE ore 15 in Piazza dei Ciompi

Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos


Rinviato il processo agli antifascisti

Lunedì 24 ottobre al Tribunale di Firenze si sarebbe dovuta svolgere l'udienza d'appello per i fatti di Via della Scala.
L'udienza è stata rinviata a data da destinarsi a causa di alcuni vizi di forma nelle notifiche ai compagni imputati.
Fuori dal tribunale una cinquantina di antifascisti riuniti in presidio hanno appeso uno striscione sulle cancellate di viale Guidoni con scritto "se toccano uno toccano tutti" a testimoniare la solidarietà con i compagni imputati.
Continueremo a mantenere alta l'attenzione e la tensione affinchè cresca la solidarietà nei confronti degli antifascisti imputati in questo processo e in quelli che si apriranno nelle prossime settimane.

Firenze Antifascista


Se toccano uno, toccano tutti! solidarietà agli antifascisti!

Il prossimo 24 ottobre andrà a sentenza il processo riguardante i fatti di via della Scala, dopo che in primo grado è stata emessa una condanna di 8 mesi contro 11 antifascisti fiorentini per tentate lesioni. Ricordiamo i fatti: la mattina del 6 Novembre 2009 i compagni vengono svegliati nel cuore della notte, sottoposti a perquisizione e condotti in questura, con l'accusa di aver tentato un assalto alla sede di Forza Nuova il 23 Maggio. La realtà dei fatti di quella sera è molto diversa: tanti compagni sono accorsi in soccorso di una ragazza accerchiata da dieci nazisti che giravano indisturbati per il centro storico armati di catene e bastoni, dopo aver aggredito un giovane che usciva da un concerto. Le testimonianze spontanee che confermavano la verità dei fatti sono state ignorate e, come è successo in tanti altri casi, a finire condannati sono stati gli antifascisti.

Non ci stupiamo certo della connivenza di tribunali e polizia con i fascisti. Piuttosto vogliamo sottolineare il clima repressivo sempre più pesante che si vive a Firenze. Partiamo dalle condanne in appello che hanno colpito, prima dell'estate, 8 compagni per aver contestato nel 2009 la presenza di Forza Nuova a Rignano. A metà novembre andrà a sentenza il processo contro il movimento fiorentino, che vede imputati 86 compagni, e nelle settimane successive si apriranno ben 4 nuovi procedimenti che colpiscono oltre 40 compagni che negli ultimi anni si sono opposti alla presenza dei fascisti a Firenze oppure sono scesi in piazza per contestare il PD nel giorno dell'approvazione del job act. Infine, pochi giorni fa gli studenti medi in corteo sono stati caricati a freddo su ordine del capo della digos Pifferi. Il messaggio è chiaro: qualsiasi manifestazione che esca dai limiti di compatibilità sempre più ristrette deve essere duramente repressa.

In uno scenario di crisi e di guerra, l'arma della repressione diventa sempre più importante per la borghesia. Perciò si colpisce sistematicamente chi sciopera davanti ai cancelli, chi si oppone ai licenziamenti, ai tagli, alle spese militari, alle opere inutili come il Tav o gli inceneritori. Si colpiscono, con la complicità dei presidi, gli studenti che occupano le scuole per rivendicare un'istruzione libera dalle logiche del profitto. Allo stesso modo si colpisce chi si oppone alla presenza dei fascisti, alla loro propaganda razzista, che altro non fa che rilanciare la spinta reazionaria e guerrafondaia dei governi. Si colpisce con la violenza degli sbirri e dei tribunali, ma anche con la violenza di fascisti, capi, capetti e crumiri, certi di trovare tribunali complici, come è successo a Piacenza dove la violenza padronale ha assassinato Abd El Salam. Si colpisce attraverso l'indifferenza di molti, che si voltano dall'altra parte perché a essere toccati sono altri, fino al giorno in cui a essere toccati saranno loro.

La repressione è un fronte di lotta fondamentale, e la solidarietà rappresenta l'arma più importante per questa lotta. Ci vogliono divisi tra "buoni" e "cattivi" così come ci vogliono divisi tra italiani e immigrati, tra garantiti e precari, tra giovani e vecchi. La nostra risposta deve essere la solidarietà di classe. Contro la repressione rafforziamo la solidarietà verso i compagni colpiti per il loro antifascismo: se toccano uno, toccano tutti!

LUNEDI 24 OTTOBRE, nel giorno della sentenza di appello, DALLE 9:30 PRESIDIO DI SOLIDARIETÀ con gli antifascisti sotto processo davanti al Tribunale di Firenze, viale Guidoni.

Firenze Antifascista


Dopo le cariche al corteo studentesco oggi tutti in piazza. Le sentenze del processo contro il movimento fiorentino slittano al 18 novembre.

Il processo agli 86 slitta al 18 novembre. I giudici vogliono più tempo per stilare la triste lista delle sentenze.
Questo tempo lo utilizzeremo per tenere alta l'attenzione sul processo stesso.
Così avremmo voluto fare sin da oggi trasformando il presidio in un incontro contro la repressione per rilanciare la solidarietà da svolgersi al Galileo, scuola poco lontano dalla prefettura.
Lo spezzone degli Studenti Autorganizzati durante il corteo di stamani ha così tentato di occupare la scuola. Il tentativo non è riuscito a causa di due cariche dei carabinieri spinte dal solerte Pifferi, il capo della DIGOS, che invitava a picchiare gli studenti.
Il corteo è quindi ripartito e si è diretto in Smn dove gli studenti hanno organizzato un' assemblea.
Il presidio di oggi è quindi confermato per portare in piazza la solidarietà a chi è rimasto ferito dalle cariche, contro la repressione e la violenza poliziesca i cui metodi ormai sono assunti dagli stessi presidi di molti istituti fiorentini che sprangano le porte delle scuole come fosse una serrata e lasciano pestare gli studenti sui marciapiedi.
Tutti in piazza oggi alle ore 18.00 sotto la prefettura in via Cavour.

Cpa fi-sud
Studenti Autorganizzati
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos
Collettivo contro la repressione - Firenze

Leggi anche:


Il 7 Ottobre 2016 le sentenze del processo contro il movimento fiorentino

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Nella mattinata del 7 ottobre nell'aula bunker del Tribunale di Firenze é fissata l'ultima udienza del primo del processo contro il movimento fiorentino. I giudici procederanno quindi alla lettura della sentenza partendo dalle richieste dell'accusa: 71 anni e 9 mesi di carcere!

Il processo è frutto di un'inchiesta aperta dalla procura fiorentina nel 2009 che formulò l'ipotesi del reato di associazione a delinquere applicata alle lotte politiche e sociali.
L'utilizzo del reato associativo ha permesso l'autorizzazione di intercettazioni ambientali e telefoniche, ha sancito il prolungamento delle indagini fino a quasi due anni determinando l'allargamento dell'inchiesta dal contesto studentesco da cui era partita, nello specifico dallo Spazio liberato 400 colpi, a tutte le altre mobilitazioni che stavano investendo il territorio come quella contro la costruzione di un CIE in Toscana, quella antifascista fino alle lotte dei lavoratori.L'utilizzo del reato associativo è servito poi per alimentare la campagna mediatica di criminalizzazione del movimento e soprattutto ha legittimato le successive misure cautelari.
Il 4 maggio 2011 scattò la prima operazione di polizia che portò a diverse perquisizioni e ai primi arresti.
Nelle settimane successive l'inchiesta si allargò alle manifestazioni che furono organizzate per rispondere all'attacco repressivo. Il 13 giugno si arrivò così alla seconda operazione di polizia che portò ad un totale di 86 compagni imputati nel processo di cui 35 sottoposti a misura cautelare tra arresti - uno in carcere gli altri ai domiciliari - e obblighi di firma.

Dopo la grande manifestazione di solidarietà del 9 aprile scorso pensiamo sia fondamentale tornare in piazza in sostegno dei compagni coinvolti in questo processo.
Crediamo sia importante farlo per rimettere sul piatto la questione repressiva e la nostra capacità di risposta sia in occasione dei singoli processi che su un piano piú generale.
Sono già tanti gli appuntamenti e le scadenze in programma per i prossimi mesi di lotta cosí come sono molti i processi che si chiuderanno e si apriranno contro i militanti fiorentini: il 24 ottobre é fissata l'udienza d'appello per i fatti di via della scala che vede coinvolti 11 antifascisti condannati a 8 mesi in primo grado, il 30 novembre si aprirà invece il processo per la manifestazione antifascista del dicembre 2014 alle Piagge mentre a dicembre altri antifascisti saranno sotto processo accusati di travisamento per il corteo antifascista che fu organizzato in risposta al pestaggio messo in atto da Casapound ai danni di due studenti.

Lanciamo quindi l'appuntamento per venerdí 7 ottobre alle ore 18.00 sotto la Prefettura in via Cavour per una manifestazione di solidarietà con gli 86!


SOLIDARIETA' a chi LOTTA! SOLIDARIETA' agli 86!
LA LOTTA É L'UNICA VIA... SOLIDARIETÀ!

Cpa Fi-Sud
Rete dei Collettivi Fiorentini
Collettivo Politico di Scienze Politiche
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos
Collettivo contro la repressione - Firenze

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La solidarietà internazionale scende in piazza a fianco delle resistenza popolare curda!

Il 24 settembre a Roma si terrà la Manifestazione nazionale per il Kurdistan, convocata dall'Ufficio Informazione del Kurdistan in Italia e da Rete Kurdistan Italia, le realtà solidali con la resistenza kurda. Una manifestazione in solidarietà con le esperienze di autogoverno e in sostegno alla sinistra kurda, in lotta contro l'oppressione turca da oltre 40 anni. Anche noi da Firenze saremo in piazza a Roma, per denunciare la repressione del regime di Erdogan, l'invasione turca della Siria e i legami militari ed economici di Italia e UE con lo stato turco, e allo stesso tempo in sostegno alla sinistra rivoluzionaria kurda e turca, contro la guerra alimentata dagli interessi dei paesi occidentali nell'area.

Già all'indomani delle elezioni, con l'affermazione del partito kurdo/turco dell'HDP, e ancor di più dopo il fallito tentativo di colpo di stato, dopo la prima fase di attacco ai presunti sostenitori del conservatore Gulen, le attenzioni del regime si sono rivolte verso le forze della sinistra turca e kurda. La già durissima repressione si è addirittura inasprita: oltre 30.000 arresti, 90.000 licenziamenti tra dipendenti pubblici, magistrati, e militari, la chiusura di tutti i giornali di opposizione turchi e kurdi, la repressione di sindaci nei comuni kurdi guidati dall'HDP, attivisti politici, intellettuali, assedi nei quartieri di Istanbul e i ripetuti coprifuoco nelle città a maggioranza kurda del sudest del paese sono ancora all'ordine del giorno, in un vero e proprio scenario di purghe in stile fascista. Nel frattempo le operazioni contro il PKK proseguono senza tregua, con frequenti sconfinamenti in Iraq per colpire i campi della guerriglia. Erdogan sta dunque di fatto utilizzando il fallito golpe per colpire ancor più impunemente tutte le componenti che non si allineano al suo progetto clerico-fascista, mentre nella sua proiezione esterna ha "finalmente" potuto invadere la Siria, sgomberando il campo dalle incertezze e dagli imbarazzi degli Usa (e della Nato), accusati di tiepide reazioni, se non connivenze, durante le ore del tentato golpe. In questo scenario appare chiaro che l'intervento in Siria è mirato non certo a combattere l'ISIS, quanto le forze kurde per impedire l'unità territoriale dei tre cantoni del Rojava ed il consolidamento della loro esperienza di autogoverno. E dentro questo scenario la sinistra kurda e turca continua la sua lotta quotidiana, che non trova spazio sui nostri media, ma che tanti colpi assesta al regime turco.

Il contesto generale, nell'area mediterranea e medio orientale, è oggi sempre più caratterizzato da profondi conflitti, in una guerra aperta che vede molteplici attori, regionali ed internazionali, coinvolti in un continuo mutamento di scenari ed equilibri. Cercano di affermarsi gli interessi delle borghesie arabe islamiche e gli interessi delle potenze imperialiste, a volte coincidenti, a volte confliggenti, in un continuo gioco di ruoli in cui a rimetterci è sempre il proletariato arabo e medio orientale, stretto tra confessionalismo e componenti borghesi e filo capitaliste. Dentro questo conflitto l'ISIS, appoggiato, finanziato ed armato fino a ieri da Usa, Turchia, petromonarchie del Golfo e UE in funzione anti Assad, e più in generale come strumento di controllo religioso ed ideologico per le masse arabe sunnite represse, rappresenta, insieme alle altre varie milizie islamiche come Al Nusra e la stessa Fratellanza, una tendenza reazionaria e fascista, dipinta strumentalmente come il Nemico della civiltà, verso cui tutti convergere, specchietto per le allodole di fronte ai tentativi di rinnovata spartizione di quei territori.

Dentro questo teatro le forze della sinistra rivoluzionaria kurda, del PKK in Turchia e del PYD in Siria, sono alla guida di un movimento popolare che da oltre 4 anni, sia pure dentro le contraddizioni che attraversano quest'area e stringendo alleanze tattiche che potrebbero anche minarne le basi, trova nell'autogoverno dei Cantoni del Rojava un'esperienza pratica di lotta, sulla base della proposta di Confederalismo Democratico del PKK. Una proposta di rottura dei paradigmi del capitale in questi territori, segnati dal colonialismo, basata su anticapitalismo, ecologismo, emancipazione di genere e rifiuto della società gerarchica e patriarcale, superamento dello stato-nazione ed abbattimento delle frontiere nazionali, etniche e religiose.

La lotta delle milizie kurde, spesso blandite dai nostri media, sostenute militarmente da Usa e Russia, mitizzate dall'Occidente durante e dopo l'assedio di Kobane, oggi passa sotto silenzio, ben attenti a non concedere alcuno spazio politico all'alternativa rappresentata della sinistra kurda nel conflitto aperto con il regime di Erdogan, dentro e fuori i confini turchi. I nostri governi preferiscono continuare a vendere tranquillamente armi, a legittimare il regime turco nell'ottica di controllo dei flussi migratori creati dalle stesse guerre, a garantire lucrosi profitti alle aziende italiane ed europee che fanno affari in Turchia ed in tutto il Medio Oriente.

Non stupisce dunque che la solidarietà internazionalista venga repressa e criminalizzata, come accaduto per i compagni torinesi sotto processo per aver denunciato i crimini del governo di Ankara occupando la sede della Turkish Airlines, o per il compagno andato a combattere con le Ypg sottoposto ad attacchi sia dai media che da squallidi politicanti nostrani (gli stessi che poi, nella schizofrenia di questo sistema, a Venezia incensano i film sugli "eroi" occidentali che combattono l'ISIS e allo stesso tempo banalizzano e coprono con un soprannome da star del cinema le ragioni della lotta di liberazione da capitalismo e patriarcato delle guerrigliere curde, tradendo così una lettura tutta sessista che considera la donna solo se -a detta loro- ha un volto da copertina, come accaduto alla combattente Asia Ramazan Antar). La stessa strategia di criminalizzazione impone ai nostri governi di continuare ad includere il PKK fra le organizzazioni considerate terroriste, per impedire ai kurdi di fare attività politica in sostegno al Partito dei Lavoratori kurdo ed al suo progetto di liberazione, anche in Europa, così come in Italia, dove i suoi militanti sono tutt'ora sottoposti ad arresti ed inchieste funzionali a mantenere l'intera comunità kurda sotto pressione.

Come militanti internazionalisti saremo dunque in tanti, da Firenze e dalla Toscana, a scendere in piazza insieme alla Comunità kurda, per rompere il silenzio, contro la repressione del regime turco, contro la guerra in Medio Oriente, a sostegno delle forze della sinistra rivoluzionaria in Kurdistan, in Turchia e in tutto il Medio Oriente, per la libertà di Ocalan e tutt* i/le prigionier* politic*, per il riconoscimento internazionale del PKK, con l'esempio della partigiana curda Bese nel cuore, partita da Firenze per combattere per la libertà e il socialismo al fianco del suo popolo!

Info e prenotazioni pullman da Firenze info@cpafisud.org, tel: 3487219228 / 3284878717

Centro Popolare Autogestito Fi*Sud
Cantiere Sociale Camillo Cienfuegos - Campi Bisenzio


Commemorazione per la combattente Bese a Firenze circolo arci di San Bartolo a Cintoia 10 Settembre ore 15.00

Lo scorso 2 agosto è morta in combattimento a Mus, nel Kurdistan del nord, la partigiana Bese Tolhildan.

Otto anni fa era partita da Firenze per unirsi alle HPG, le milizie del partito PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, che da oltre 30 anni conduce la resistenza armata contro l'occupazione dello stato turco e per la liberazione di tutto il Kurdistan.

Come tanti, prima e dopo di lei, non poteva più assistere inerme a quanto succedeva nella sua terra, il Bakur, alla sistematica repressione, alle torture, agli attacchi ed ai massacri indiscriminati che lo stato turco si permette di compiere, ancora oggi, nel silenzio internazionale.

Questo silenzio, da qui, dalla nostra città, le deve essere sembrato ancora più insopportabile, assordante e vergognoso.
E così è partita, scegliendo di difendere la vita dalla morte, l'umanità dalla brutalità, la libertà dalla schiavitù.

Come tante donne prima e dopo di lei, era convinta che solo ribellandosi in prima persona ad una società gerarchica, patriarcale e capitalista come la nostra, fosse possibile dare senso compiuto alla propria lotta, e dunque alla propria vita.

Il suo nome di battaglia (Bese "basta" e Tolhildan "vendetta"), non a caso, unisce l'esigenza fortissima di porre fine all'ingiustizia ed all'oppressione con la consapevolezza che perché ciò avvenga sono necessarie scelte difficili e generose, rinunce estreme, azioni commisurate alla lotta da portare avanti, ad ogni costo.

Il suo nome, il suo ricordo, vanno oggi ad aggiungersi a quello di centinaia di altri giovani rivoluzionari, che hanno perso la vita combattendo per la libertà.


Onore alla compagna Bese
Onore a tutti i rivoluzionari caduti
Sehit namirin


I compagni e le compagne del CPA Firenze sud e Cantiere Sociale K100fuegos


Venerdì 2 Settembre 2016 - Ricordiamo la liberazione di Campi Bisenzio dal nazifascismo

Volantino 2 Settembre 2016 - Ricordiamo la liberazione di Campi Bisenzio dal nazifascismo


Dalle Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia - Interrompere la raccolta su tutto il territorio nazionale.

URGENTE: STOP RACCOLTE DI BENI
Per il momento diamo indicazione di sospendere qualunque tipo di raccolta generi sull'intero territorio nazionale.

Diffondete grazie


Sabato 27 Agosto 2016 Raccolta generi alimentari presso la coop di Campi Bisenzio

Il Cantiere Sociale K100fuegos organizza Sabato 27/08 presso la coop di Campi Bisenzio dalle ore 8.00 alle 13.00 una raccolta di generi alimentari a lunga scadenza (minimo 5 mesi), articoli per l'igiene intima e materiale di plastica ( bicchieri, piatti, posate) e cartaceo ( carta igienica e rotoloni) per aiutare le popolazioni duramente colpite dal sisma
Ricorda anche che presso la nostra sede in via Chiella 4 (dietro l'Esselunga) e' organizzato un punto di raccolta per altri beni come vestiti e coperte aperto dalle 16.00 alle 19.00 e dopo le 22.00.
Si invita chiunque abbia la possibilità a contribuire ad un aiuto concreto.

SOLIDARIETA' E MUTUO SOCCORSO


Solidarietà attiva con la popolazione colpita dal terremoto - Punto raccolta a Campi Bisenzio

Stiamo organizzando, in contatto con realtà che lavorano sui territori colpiti dal terremoto, un punto di raccolta a campi bisenzio, presso il Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos - Campi Bisenzio via chiella n 4.
Si necessita di alimenti a lunga conservazione, materiale per igiene personale, coperte e vestiti in buono stato.
ORARI: tutti i giorni 16:00 - 19:00
e dalle 22:00 in poi

SOLIDARIETA' E MUTUO SOCCORSO


Martedì 26 Luglio 2016 corteo informativo - Sottoattraversamento TAV Firenze un buco da 760 milioni, MAI più!

Volantino 26 Luglio 2016 corteo informativo - Sottoattraversamento TAV Firenze un buco da 760 milioni

Volantino 26 Luglio 2016 corteo informativo - Sottoattraversamento TAV Firenze un buco da 760 milioni


Assemblea per la piana Contro le Nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Per giannotti i cittadini non favorevoli all'inceneritore sono terroristi, ed i vertici dei sindacati lo sostengono

comunicato axpcn luci presidio quadrifoglio


Assemblea per la piana Contro le Nocività
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Lavoratori uniti contro l'inceneritore - LUCI


Riceviamo ed invitiamo a partecipare

La lotta contro inceneritore e aeroporto incontra la popolazione di gavinana

Martedì 5 luglio in occasione della notte bianca H 21.00 al parco dell'Anconella

Volantino la lotta contro inceneritore e aeroporto incontra la popolazione di gavinana


Ne parliamo con meedici, tecnici e con i comitati protagonisti della lotta popolare nella Piana e a Firenze

Assemblea per la piana contro le nocività
Mamme NO inceneritore
Lavoratori uniti contro l'inceneritore
Comitato NO aeroporto

Organizza e introduce il Cpa fi-sud


La Piana che resiste 2-3 Luglio 2016 Una due giorni al Presidio

La Piana che resiste 2-3 Luglio 2016


Assemblea per la piana Contro le Nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Giovedì 30 Giugno 2016 presidio davanti quadrifoglio. Giannotti di chi fai l'interesse?

Volantino presidio quadrifoglio


Non degli abitanti ne dei lavoratori.
L'INCENERITORE SI PUO' E SI DEVE CANCELLARE

Giannotti è un dipendente pubblico, pagato dai cittadini, da 15 anni dirige l'azienda pubblica Quadrifoglio, ma pensa di essere il Reuccio della Piana, si è inserito nella campagna elettorale di Sesto per sostenere il candidato del PD e per far perdere chi si opponeva all'Inceneritore, non è capace di fare il suo mestiere visto che non rispetta la legge e la raccolta differenziata è sotto al 65%, è indagato in 2 inchieste per illeciti nello smaltimento rifiuti, costa ai cittadini 200.000 euro all'anno ma li dileggia ogni giorno.
Che credibilità ha un manager che cerca di modificare l'esito del voto con una campagna stampa lunga mesi? Di chi fa gli interessi? Del PD? Di Hera?
Sicuramente non degli abitanti e dei lavoratori della Piana, che tratta come sudditi e danneggia con progetti nocivi.
Firenze e la Piana meritano un azienda pubblica gestita da chi fa l'interesse dei cittadini, da chi promuove le buone pratiche e rispetta il territorio e la salute.
L'inceneritore si può e si deve cancellare, le penali anche fossero i 20 milioni sbandierati da Giannotti, andrebbero suddivisi tra gli abitanti dell' Ato Toscana Centro, oltre 1,5 milioni, quindi pochi euro per abitante.
13 euro a testa, una pizza in meno, ma senza diossina.

Assemblea per la piana Contro le Nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Lunedì 27 Giugno 2016 ore 21.15 Assemblea organizzativa al k100 - Cantiere sociale Camilo Cienfuegos di Campi Bisenzio

Volantino 27 giugno 2016 Assemblea organizzativa due giorni la piana che resiste


Organizziamo insieme una iniziativa di DUE GIORNI
LA PIANA CHE RESISTE
al Presidio sui Terreni: Sabato 2 e Domenica 3 Luglio.

Temi delle due giornate:
Costruiamo la piana che vogliamo
Mercato contadino nato dall'esperienza del Mercato della Polveriera con la collaborazione di Mondeggi e della rete dei mercati contadini autogestiti (indicativamente previsto per Domenica 3Luglio ore 17.00-22.00)
Spettacolo teatrale sul tema rifiuti a cura del Teatro Contadino
Assemblea per trattare argomenti quali: forme di mobilitazione, cura del territorio, socialità e rispetto.

Assemblea per la piana Contro le Nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


La repressione non ci fa paura! Solidarietà agli antifascisti fiorentini sotto processo!

Sabato 2 luglio al CPA fi-sud una giornata di sport, dibattito, aggregazione e solidarietà!

Il prossimo 4 luglio si svolgerà l'udienza di appello per il processo riguardante i fatti di via della Scala del 2009, dopo che in primo grado è stata emessa una condanna di otto mesi contro 11 antifascisti fiorentini per tentate lesioni. Ricordiamo i fatti: la mattina del 6 Novembre 2009 11 compagni vengono svegliati nel cuore della notte. Sono accusati di aver tentato un assalto alla sede di Forza Nuova il 23 Maggio. Dopo una inutile perquisizione alla ricerca di armi ed esplosivo, vengono portati presso la Polizia Scientifica per l'identificazione e per il prelievo del dna. Un presunta rissa, senza nessun contatto, diventa così il pretesto per provare a intimidirli e per porre sotto sequestro materiale informatico di ogni tipo ottenendo così spiarne la vita personale e l'attività politica.

La stessa mattina un compagno viene arrestato, adducendo un presunto pericolo di fuga, e gli viene poi contestata l'aggravante di terrorismo, utilizzando la nuova definizione dell' art. 270 sexies del C. P. introdotto dal Decreto Pisanu del 2005. Attraverso questo strumento l'attività politica e la solidarietà sociale possono sempre diventare, a discrezione delle autorità, "condotta terroristica", com'è poi avvenuto ad esempio nei confronti dei militanti No Tav. Anche se poi l'aggravante di terrorismo cade in giudizio, com'è successo per ora nel processo fiorentino così come in quello torinese, resta chiaro il fatto che isolare e criminalizzare i propri obiettivi con l'etichetta di "terrorista" è da decenni un tassello fondamentale di una strategia repressiva complessiva, in cui magistrati e polizia si muovono di concerto con i mezzi di comunicazione. Così come è chiara la volontà di punire immediatamente i compagni attraverso la carcerazione preventiva, che l'utilizzo di questi reati agevola e legittima.

La realtà dei fatti di quella sera è ovviamente ben diversa. Tanti compagni sono accorsi in soccorso di una ragazza accerchiata da dieci nazisti che giravano beatamente per il centro storico armati di catene e bastoni, dopo aver aggredito un giovane che usciva da un concerto. Le testimonianze spontanee che confermavano la verità dei fatti sono state ignorate e, come è successo in tanti altri casi, a finire condannati sono stati gli antifascisti.

Non è certo una novità che la giustizia dei tribunali e la polizia siano conniventi con i fascisti. Basti rammentare quanto è accaduto dopo la strage di piazza Dalmazia, quando l'inchiesta è stata insabbiata e Casseri liquidato come se fosse un pazzo. Piuttosto vogliamo sottolineare la continuità con le più recenti ondate repressive, che hanno colpito gli antifascisti a seguito del corteo del 16 novembre 2013 e del presidio delle Piagge del 6 dicembre 2014, così come la relazione con il processo contro il movimento fiorentino, che andrà a sentenza nei prossimi mesi, in cui ad essere colpite sono state anche le manifestazioni di solidarietà con gli imputati di via della Scala. E vogliamo ricordare anche le condanne in appello che hanno colpito pochi giorni fa 8 compagni per aver contestato nel 2009 la presenza di Forza Nuova a Rignano.

In uno scenario di crisi sempre più profonda, di fronte al moltiplicarsi delle tendenze verso la guerra, per la borghesia europea l'arma della repressione diventa sempre più importante: occorre colpire subito chi si oppone alle politiche antipopolari, ai licenziamenti, ai tagli, alle spese militari, alle opere inutili come il Tav o gli inceneritori, cercando di dividere tra "buoni" e "cattivi", per evitare che possa organizzarsi e radicarsi una opposizione sociale reale. E occorre colpire subito chi si oppone alla presenza dei fascisti, alla loro propaganda razzista, che altro non fa che rilanciare la spinta reazionaria e guerrafondaia dei governi, ed è quindi pienamente funzionale ai loro piani.

Lo sviluppo di un apparato repressivo sempre più articolato va di pari passo con l'accentramento dei poteri nelle mani degli apparati esecutivi, nazionali e comunitari, con la restrizione delle libertà individuali, sindacali e politiche, con lo svuotamento delle istanze rappresentative a tutti i livelli. Quanto succede in queste settimane in Francia, dove vediamo il governo impiegare a piene mani gli strumenti repressivi dello "stato di emergenza" per colpire la protesta sindacale e studentesca contro la legge el Khomri, equivalente francese del Job Act, riassume molto bene i termini dello scontro in atto.

Per questo riteniamo che la repressione debba essere vista come un fronte di lotta fondamentale, e la solidarietà come l'elemento centrale di questa lotta. E che sempre di più debbano legarsi l'un l'altro i diversi fronti, contro la guerra, contro lo sfruttamento e la repressione sui posti di lavoro, contro le devastazioni ambientali, contro la repressione e il carcere, contro la limitazione dei diritti civili e politici, contro le riforme costituzionali autoritarie. Perciò a tutti coloro che si sentono impegnati su questi fronti rilanciamo le ragioni della solidarietà militante verso i compagni che vengono oggi colpiti per il loro antifascismo, e soprattutto la necessità di manifestare questa solidarietà nelle strade.

L'antifascismo non si processa!

Firenze Antifascista


Sabato 25 Giugno 2016 Cena autofinanziamento "il mixer va in pensione"

Volantino 25 Giugno 2016 Cena autofinanziamento il mixer va in pensione


Prenotazioni cena ed info: info@k100fuegos.org - 3292451019


Processo contro il movimento fiorentino. Il 7 Ottobre 2016 la sentenza!

Il 13 giugno si è tenuta un'altra udienza del Processo contro il movimento fiorentino.
Dopo gli slittamenti dei mesi scorsi, anche le difese hanno portato a termine le loro arringhe.
Il 7 ottobre 2016 sarà il giorno in cui il tribunale di Firenze emetterà la sentenza di primo grado partendo dalle richiesta dell'accusa: 71 anni e 9 mesi di condanna.
Noi invece ripartiremo dal 9 aprile, quando più di 3000 persone sono scese in piazza a Firenze in solidarietà con gli 86, dalle iniziative e dal dibattito con cui abbiamo preparato quella mobilitazione. Pensiamo sia importante rilanciare la solidarietà nei confronti dei compagni e delle compagne e invitiamo sin da ora tutti coloro che hanno aderito e partecipato alla giornata del 9 aprile a segnarsi sulla propria agenda il giorno della sentenza del processo.

La lotta è l'unica via... SOLIDARIETÀ!

Cpa fi-sud
Rete dei Collettivi Fiorentini Collettivo politico di Scienze politiche
Cantiere sociale Camilo Cienfuegos
Collettivo contro la repressione

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Gli abitanti della piana non si rassegnano!

In tanti ieri, insieme, nonostante un forte temporale, sono rimasti tutto il giorno a presidiare il territorio, a piantare alberi e decidere sulle prossime iniziative per fermare i lavori dell'inceneritore e dell'aeroporto.

L'INCENERITORE SI PUÒ' FERMARE CON LA LOTTA POPOLARE!

Prossimo appuntamento sui terreni il 2 e 3 luglio, una due giorni al Presidio!

presidio 12 Giugno 2016

presidio 12 Giugno 2016


Assemblea per la piana Contro le Nocività
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Domenica 12 Giugno 2016 Continuiamo a presidiare i terreni!

Volantino Presidio no inceneritore 12 Giugno 2016


Fermiamo l'Inceneritore!

Costruiamo Noi il Parco della Piana!

Assemblea per la Piana contro le nocività e Mamme No Inceneritore, invitano tutti i cittadini a continuare insieme la lotta per la difesa del territorio e la salute.

-RITROVO direttamente al Presidio.
Parcheggio al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino.
-Portiamo alberi, piante e fiori da piantare insieme sui terreni minacciati dai progetti nocivi di Inceneritore e Aeroporto.
-Ore 13 Pranzo sociale a cura AxPCN e MammeNoinc
-Ore 15 Assemblea della Piana di Firenze che resiste.
-Ore 16 Musica e Giochi per bambini al Lido di Case Passerini.

#UNVISIFAFARE!
Insieme e in tanti possiamo costruire un presente e un futuro migliore per tutti.
Da Firenze partirà una Critical Mass che raggiungerà il Presidio. Ritrovo ore 10 in Via Toselli 2.

mammenoinceneritore.org
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Assemblea per la piana Contro le Nocività
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Bloccata ancora una volta la trivella sui terreni dell'inceneritore!

Un gruppo di attivisti ancora più numeroso della volta scorsa, è entrato oggi pomeriggio nei terreni dove vorrebbero costruire l'inceneritore, e nonostante i divieti e lo schieramento di forze di polizia, ha bloccato i lavori di carotaggio. La polizia è intervenuta e ha cercato di allontanare gli attivisti che non si sono fatti intimorire e hanno resistito sulla trivella.

Abbiamo avuto la conferma che si sta preparando il terreno per la cantierizzazione di questa grande opera inutile e nociva e che è già in atto una militarizzazione del territorio per tentarne la realizzazione.
Abitanti, attivisti, comitati, continueranno ad opporsi con determinazione.
IL 12 Giugno continua il presidio del territorio dalle 10,30 in via dell'Osmannoro: materiale informativo, animazione per bambini, piantumazione alberi, assemblea e camminata sui terreni.

Partecipate e diffondete

Fermarli è possibile. Fermarli tocca a tutti noi.

Bloccata ancora una volta trivella sui terreni dell'inceneritore


Assemblea per la piana Contro le Nocività
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Bloccata trivella sui terreni dell'inceneritore!

Bloccata trivella sui terreni dell inceneritore

Come avevamo promesso, oggi un nutrito gruppo di attivisti è entrato sui terreni dell'inceneritore ed ha bloccato una trivella che stava effettuando un carotaggio utile per le analisi geologiche propedeutiche alla costruzione dell'impianto.
Una prima azione diretta per lanciare un messaggio ai devastatori della Piana: UNVISIFAFARE!
Oggi abbiamo dimostrato che fermarli è possibile e tocca a tutti Noi!

La mobilitazione è permanente.

Ci vediamo il 12 Giugno al presidio!

Oggi abbiamo dimostrato che fermarli e possibile e tocca a tutti Noi!

Assemblea per la Piana Contro le Nocività - AxPCN
Mamme No Inceneritore


Presidiamo il territorio, che appartiene a chi lo vive ogni giorno!

Come promesso il 14 maggio, quando 20.000 persone hanno manifestato contro la costruzione dell'inceneritore di firenze-sesto fiorentino contro tutti gli inceneritori e per le alternative, contro le grandi opere inutile e dannose, la protesta si è estesa il 29 maggio direttamente sui terreni dove vorrebbero costruire l'inceneritore e il nuovo mega aeroporto.
In tanti, nonostante la pioggia torrenziale, hanno partecipato al presidio nei pressi del "non luogo" Case Passerini, piantando alberi e facendo dei primi concreti passi verso l'unica, vera, grande opera utile e necessaria : il Parco della Piana.
Liberi cittadini determinati nel portare avanti l'iniziativa, uomini, donne e bambini riuniti per discutere, mangiare, cantare e, soprattutto, piantare alberi: una risposta per niente intimorita a chi vorrebbe trasformare la protesta in un problema di ordine pubblico, con le identificazioni nei giorni scorsi, la chiusura totale delle strade di accesso, la presenza continua di decine di agenti in borghese.
Finalmente anche tante persone dal centro di Firenze e delle periferie che si sono sentite unite nella lotta, dimostrando che qualcosa di straordinario è successo il 14 maggio, momento in cui la mobilitazione popolare ha espresso una domanda di democrazia e la richiesta forte di voler decidere del proprio territorio e della tutela della propria salute. Le amministrazioni devono bloccare l'inceneritore e cominciare a lavorare con la cittadinanza e non contro la cittadinanza, aprendo una verifica delle alternative seria e partecipata.
E stata loccasione, il 29 maggio, per confrontarsi sulle prossime iniziative e per connettere le varie vertenze presenti sul territorio che hanno come obiettivo la tutela della salute, dell'ambiente e del lavoro, diritti troppo spesso calpestati a favore degli interessi di pochi.
Gli organizzatori del 14 Maggio con tutto il movimento contro inceneritori, aeroporto, grandi opere inutili e nocive, che si batte per una diversa economia non distruttiva, hanno dimostrato ancora una volta capacità di mobilitazione, unità e determinazione verso un unico obiettivo : UNVISIFAFARE.
Le iniziative dei comitati continueranno su più livelli: con progetti di monitoraggio di aria, acqua e suolo, con la promozione di azioni legali e class action e con nuovi eventi volti ancora far vivere e conoscere i territori.
La mobilitazione continua con iniziative che coinvolgeranno tutta l'area fiorentina e sui terreni stessi, per ribadire la volontà di presidiare e riappropriarci del territorio, che appartiene a suoi abitanti.

Fermarli è possibile, fermarli tocca a noi!

Assemblea per la Piana Contro le Nocività (AxPCN)
Comitato No Aeroporto Campi Bisenzio
Mamme No Inceneritore


Iniziamo a presidiare i terreni, costruiamo noi il parco della piana!

Lavori al presidio: costruiamo il parco della piana

Lavori al presidio: costruiamo il parco della piana

Lavori al presidio: costruiamo il parco della piana

Lavori al presidio: costruiamo il parco della piana


Assemblea per la piana Contro le Nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Domenica 29 Maggio 2016 Iniziamo a presidiare i terreni!

Dopo la grande Manifestazione del 14 maggio, NON FINISCE QUI!
IL 29 Maggio iniziamo a presidiare i terreni!
Costruiamo Noi l'unica grande opera utile per gli abitanti:
IL Parco della Piana!

Volantino 29 Maggio 2016 Presidio ai terreni


Assemblea per la piana Contro le Nocività
pianacontronocivita.noblogs.org


Oggi e' il giorno della manifestazione ore 14,30 al Parco di San Donato

Ripartiamo da dove ci eravamo fermati l'anno scorso, riprendiamoci insieme il territorio, la salute e il lavoro!
SENZA LA GENTE NON SI DECIDE NIENTE!

Assemblea per la piana Contro le Nocività
pianacontronocivita.noblogs.org

manifestazione 14 maggio 2016

manifestazione 14 maggio 2016


Sabato 14 Maggio 2016 Manifestazione fermiamo gli inceneritori difendiamo il territorio e la salute

Volantino 14 Maggio 2016 Manifestazione fermiamo gli inceneritori difendiamo il territorio e la salute

Volantino 14 Maggio 2016 Manifestazione fermiamo gli inceneritori difendiamo il territorio e la salute


Assemblea per la piana Contro le Nocività
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Riceviamo e pubblichiamo rilanciando la mobilitazione

Basta diveti! Libertà di dissenso!

Venerdì 13 Maggio - al Polo Universitario di Novoli - sarà una giornata di mobilitazione antifascista e contro la guerra, a partire dal presidio per contestare la decisione di invitare all'università Alessandra Mussolini, per parlare di temi delicati come "immigrazione e terrorismo".

La Questura di Firenze ha di fatto vietato al presidio antifascista di poter manifestare il proprio dissenso nella piazza davanti all'edificio dove si svolgerà l'iniziativa. In nome della libertà di espressione, Rettore e Presidi si lasciano strumentalizzare, concedendo spazi alla retorica fascista e guerrafondaia, mentre permettono la militarizzazione dell'università, volta a limitare la libertà di dissenso degli/delle student*.
È l'ennesimo tentativo di limitare l'agibilità politica alle manifestazioni di protesta e opposizione a Firenze: ricordiamo il divieto di percorrere i viali in corteo o quello di entrare in Piazza della Signoria il 9 aprile scorso, in occasione del corteo partecipato da più di tremila persone in solidarietà agli 86 imputati nel processo contro il movimento fiorentino.
Rifiutiamo la logica dei divieti, atta soltanto ad innalzare la tensione ed a criminalizzare la protesta, riducendola ad un problema di ordine pubblico.
Rivendichiamo invece il diritto di contestare chi predica odio, fascismo e guerra all'interno dell'università ed a muoverci liberamente all'interno del nostro polo.
Invitiamo quindi tutte e tutti al presidio antifascista di Venerdì 13 Maggio alle ore 09.30 davanti alla Biblioteca delle Scienze Sociali - Polo di Novoli ed a partecipare alla giornata di lotta, solidarietà e socialità che proseguirà fino a sera.

Collettivo Politico Scienze Politiche


Venerdì 13 Presidio h9.30 alla biblioteca del polo universitario di Novoli

Volantino 13 Presisio h9.30 alla biblioteca del polo universitario di Novoli


Come accade ormai troppo spesso, gli spazi dell'università saranno concessi, come passerella politica, a personaggi che nulla c'entrano con il dibattito accademico. il 13 maggio al polo di novoli sarà, infatti, presente alessandra mussolini.
Riteniamo che un personaggio dichiaratamente fascista non abbia nessun tipo di legittimità in quello che dovrebbe essere un luogo di cultura e pensiero critico. Il fatto è ancora più grave dato il tema che si affronterà all'iniziativa organizzata dal centrodestra per l'università: barriere nazionali e trattato di Schengen, in relazione all'ondata biblica di profughi in fuga dalla guerra.
Vecchia storia: fascisti che diffondono odio e xenofobia per foraggiare la retorica dello scontro tra civiltà. Resta comunque necessario denunciare e contrastare iniziative di questo genere. Non permetteremo che l'università diventi luogo dove diffondere un'ideologia intollerante e guerrafondaia.
Dalla situazione attuale pochi hanno da guadagnare e molti da perdere. Lo stato di guerra in cui viviamo grava sulle nostre spalle ogni giorno. Costanti tagli alla spesa sociale a favore della spesa militare contribuiscono in maniera determinante all'impoverimento della classe lavoratrice, mentre i lavoratori migranti sono costretti ad accettare condizioni da fame in uno stato di perenne ricatto. Nel frattempo i grandi capitali ingrassano sul business della guerra e dell'accoglienza dei profughi.
Venerdì 13 Maggio troveremo di nuovo la nostra università militarizzata con l'assenso delle istituzioni universitarie. Rifiutiamo la logica che reprime la libertà di dissenso verso le politiche di guerra e la barbarie che ne deriva: nelle aule universitarie non c'è posto per chi costruisce le proprie fortune elettorali sulla pelle degli sfruttati.

VOSTRE LE GUERRE NOSTRI I MORTI!

Collettivo Politico Scienze Politiche


Solidarietà agli imputati del processo per il 15 Ottobre 2011

Il prossimo giovedì 12 maggio a Roma potrebbe svolgersi l'ultima udienza del processo di 1° grado che riguarda 17 compagne e compagni imputati per i fatti del 15 ottobre 2011. L'accusa ha richiesto complessivamente 115 anni di carcere, on un massimo di 11 anni per un manifestante. Fra le imputazioni quella di devastazione e saccheggio, inasprito negli anni '90 rispetto a quanto il sistema democratico aveva ereditato dal Codice Rocco del ventennio fascista, sempre più spesso utilizzata come strumento di contrasto della conflittualità di piazza.
Il 15 ottobre decine di migliaia di persone scesero in piazza a Roma per dare una decisa risposta alle politiche di austerità messe in campo dai governi italiano ed europei, lla ferocia del dominio di classe che queste politiche determinavano.
Le "forze dell'ordine", schierate massicciamente a difesa dei "palazzi del potere", sono intervenute violentemente a fronte delle esplosioni di rabbia che si sono prodotte in vari spezzoni del corteo, fino ai caroselli selvaggi in piazza San Giovanni senza che alcun varco fosse lasciato per far defluire i manifestanti.
La macchina della repressione si è subito messa in moto con estrema durezza: oltre alle cariche e ai fermi con una pesante campagna mediatica di criminalizzazione. Puntualmente sono partiti i tentativi di dividere il movimento in buoni e cattivi, fino a comportamenti di aperta delazione messi in pratica anche da soggetti che pure erano in piazza quel 15 ottobre.
Anche con questo dobbiamo fare i conti: con quanto una parte "dei movimenti", avendo cancellato la repressione dalla propria agenda e dal proprio dibattito per decenni quasi fosse un tabú, sia impreparato ad affrontare non solo la strategia repressiva nel suo complesso ma anche la singola operazione repressiva.
Questi meccanismi li conosciamo bene, li abbiamo ritrovati dopo Genova, dopo il corteo del 1 maggio 2015 a Milano e dopo la manifestazione antifascista di Cremona o in molti episodi anche minori che viviamo nelle nostre città.
Meccanismi ripetutamente utilizzati anche contro il movimento NoTAV che peró ha saputo rispondere agli attacchi della controparte facendo vivere la solidarietà nella lotta contro il TAV e sviluppando iniziative contro la repressione fuori e dentro i tribunali e davanti alle carceri. Anche a questo dobbiamo la sua forza e la sua longevità.
In una realtà dominata dalla violenza del capitale e dello sfruttamento, dall'ingiustizia e dalla diseguaglianza, in cui i meccanismi repressivi e legalitari sono strumenti per il mantenimento del dominio di classe, non possiamo che affermare con forza la nostra solidarietà nei confronti dei 17 imputati nel processo di Roma, di chi lotta e di chi subisce quella repressione, a Cremona, a Milano, in Val di Susa, osì come verso gli 86 imputati del processo ai movimenti fiorentini che arriverà a sentenza prossimamente.

LA LOTTA È L'UNICA VIA, SOLIDARIETÀ!

Collettivo contro la repressione Firenze
CPA Firenze sud
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos Campi B.
Collettivo Politico Scienze Politiche Firenze


Per chi è a Roma Giovedì 12 maggio 2016:
h 9 - Presidio davanti il Tribunale a Piazzale Clodio
h 18 - Assemblea sul reato di devastazione e saccheggio presso L38 Squat, n via Domenico Giuliotti 8x, con contributi sui processi relativi ai cortei del 1 maggio 2015 a Milano e del 24 gennaio 2015 a Cremona.


Solidarieta' e sostegno alla nostra compagna Gina!

La compagna Gina de Angeli, infermiera presso l'ospedale di Carrara, e' stata ingiustamente condannata al pagamento di 2500 euro di multa o in alternativa a 10 giorni di arresto esclusivamente per aver appoggiato la lotta dei lavoratori della ditta multinazionale di pulizie dussman, rea di aver intrapreso una scellerata politica di riduzione di personale.
Nel corso dei due anni di vertenza, dal 2013 al 2015, il collettivo s.o.s., di cui la nostra compagna fa parte, ha manifestato una profonda solidarieta' alle lavoratrici attraverso numerose iniziative di lotta consistenti in presidi e volantinaggi.
Proprio nel corso di un presidio organizzato dai sindacati di base nel giugno del 2013 davanti all'ospedale di carrara alla compagna veniva contestato di aver indotto le lavoratrici a recarsi in corteo in comune per essere ricevute dal sindaco.
Esprimiamo la piu' convinta solidarieta' e il piu forte sostegno a Gina convinti che la motivazione di questa condanna sia di carattere politico; espressione lampante e ormai sempre piu' frequente di una controffensiva dei padroni nei confronti di tutti quei lavoratori, e non, che si oppongono all'odierno sistema di lavoro/sfruttamento.
La solidarieta', l'unita' e il concreto sostegno sono indispensabili per aiutare ogni lavoratore che lotta contro qualsiasi forma di repressione.
Le compagne e i compagni del cantiere sociale camilo cienfuegos si rendono per questo disponibili a mettere in pratica iniziative di solidarieta' concreta a favore della compagna Gina.

Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos


Sabato 30 Aprile 2016 Cena di solidarietà di Firenze Antifascista

Volantino 30 Aprile 2016 Cena di solidarietÓ di Firenze Antifascista


Il 25 aprile della Firenze Antifascista

Oggi la Firenze Antifascista è tornata in San Frediano distribuendo il volantino che vi proponiamo di seguito.
Al mercato, nei negozi e per le strade del rione abbiamo riscontrato un sostegno popolare ben lontano dal linciaggio mediatico cui stiamo stati sottoposti.
Noi c'abbiamo messo la faccia... e si rassegnino i soliti noti della sinistra democratica fiorentina al soldo del Pd: c'è una Firenze che ancora non si vende, non cade nei loro trappoloni e non è disposta a stendere il tappeto rosso al politico di turno!

La Firenze Antifascista da anni organizza il 25 aprile in San Frediano e in questi anni ci siamo costruiti una legittimità e una credibilità a livello cittadino ma anche e soprattutto nel rione.
Anche quest'anno, con una piazza partecipata ed attraversata da migliaia di persone, lo abbiamo fatto con il rispetto che abbiamo sempre avuto. Non staremo quindi qui a prendere le difese di nessuno per scritte o altro perché è giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità verso il quartiere, l'unico piano che reputiamo interessante.
Non saremo noi a cadere nel "noi buoni e qualcun altro cattivo". Maggiore rispetto deve essere portato verso un rione che certo non possiamo definire il simbolo della città vetrina: sicuramente questo è mancato. Ma di certo non possiamo posizionarci a fianco di pennivendoli e dei loro compari fautori del linciaggio mediatico della piazza del 25 aprile.
Comprendiamo il disappunto, ma attenzione a non cascare in questo trappolone.
Questo 25 Aprile, come da molti anni, è stato partecipato in S. Spirito da migliaia di giovani, lavoratori, antifascisti che vi hanno partecipato coniugando la festa con l'impegno militante di continuità con i valori e l'esempio che ci hanno lasciato Partigiani e Gappisti, come hanno testimoniato i numerosi interventi dal palco che hanno evidenziato il legame della Resistenza con l'impegno nella lotta odierna contro la crisi che provoca guerre e repressione, contro i fascisti che aprono i loro covi nella nostra città, per un rinnovato impegno di lotta e mobilitazione per la solidarietà e di internazionalismo.
Il corteo combattivo si è mosso dopo il ricordo a Potente da parte del partigiano Sugo della stessa brigata e di un giovane compagno di Firenze Antifascista sottolineando la continuità della lotta che, attraverso le generazioni, continua la battaglia nella prospettiva della costruzione di una nuova società.
Al corteo per le strade di San Frediano, un quartiere dalle tradizioni antifasciste, rimasto ancora oggi con una base popolare, dopo la deposizione di una corona al cippo dei caduti partigiani di piazza Tasso, hanno partecipato migliaia di antifascisti, lanciando slogan contro i fascisti e la polizia che li protegge, contro il governo e cantato canzoni di lotta e partigiane.
Per questa tensione la manifestazione del 25 aprile in Santo Spirito è da sempre censurata e, come in questo caso, osteggiata e attaccata: neanche un trafiletto sulle migliaia di giovani e meno giovani che continuano a fare antifascismo.
Tutto gettato nel tritacarne mediatico in una confusione di nomi, orari, piazze, sigle in cui l'unica cosa che spicca chiaramente è ciò che fa più comodo ai soliti noti della sinistra democratica fiorentina al soldo del PD: l'unico spazio di partecipazione e protagonismo popolare dove da oltre dieci anni manifesta la parte migliore di questa città, descritto e raccontato come l'epicentro di degrado e imbrattamenti, con il mediocre sindaco Nardella che dei rioni come San Frediano "se ne frega" tutto l'anno e oggi finge di ripulire le scritte alla ricerca dello scatto da prima pagina. Anche questo non è rispetto!
A noi però risulta difficile prendere lezioni da chi dà solidarietà a Casapound, vi si fa fotografare assieme, equipara partigiani e repubblichini, patrocina le iniziative di Lealtà e Azione come la Regione Toscana e lascia commemorare, proprio per il 25 aprile, i "caduti della Rsi" ad un gruppetto di fascistelli protetti da decine di poliziotti e carabinieri.
Ebbene si... ci risulta impossibile ricevere lezioni di "civiltà" da parte di pennivendoli e cronisti asserviti del calibro di Fatucchi del Corriere dei Padroni e di Bufano di Controradio - alias RadioPD - e mai leggeremo la realtà attraverso le loro lenti di ipocrisia e perbenismo. Questi signori si rendono conto che i fascisti non hanno avuto nemmeno il bisogno di scrivere un comunicato ma gli è stato sufficiente condividere i loro articoli? Pensiamo che questi soggetti non si possano permettere di decidere con chi possiamo stare o non stare in piazza e a chi possiamo o non possiamo dare solidarietà, quella che abbiamo sempre espresso nei confronti di tutti coloro che sono colpiti dalla repressione.
La stessa solidarietà che rinnoviamo anche in questa occasione ai tre arrestati del 20 aprile.
L'attacco politico e la campagna mediatica non si è fermata né al 25 Aprile, né a Firenze Antifascista.
Ora anche l'antifascismo e la solidarietà in generale sarebbero da considerarsi reati e guai a parlarne: solo due settimane fa 3000 persone erano in piazza a Firenze in Solidarietà con gli 86 compagni imputati nel processo contro il movimento fiorentino ed il fatto che la notizia sia scappata a questi "attenti cronisti" la dice lunga sul loro ruolo e sul gioco sporco che portano avanti per conto della Questura.
Da parte nostra andremo avanti senza alcun appoggio istituzionale, autofinanziando le nostre iniziative, con l'impegno militante di decine e decine di compagni perché crediamo che questa sia l'unica via che possa darci la possibilità di portare a compimento una Liberazione che oggi pare esser più lontana di quanto non lo fosse nel '44.
Saremo ancora in San Frediano ed in Oltrarno, rioni popolari pieni di vitalità, a festeggiare il 25 aprile, consapevoli del rispetto che questo quartiere merita e del legame che vive con l'Antifascismo.

Firenze Antifascista


Istituzioni, pd, fascisti e qualcosa che sui giornali non pubblicheranno mai!

In questi giorni sui media locali ha tenuto banco la polemica interna al Pd fiorentino dopo la foto che immortala alcuni suoi esponenti con il capetto di Casapound Firenze. Chiaramente la notizia è stata trattata con la solita superficialità. Ci sembra il caso di contestualizzarla con alcuni esempi per ricondurre il fatto su un piano più generale.

A Firenze Pd e Casapound si sono espressi solidarietà più volte: il Pd lo ha fatto per condannare le azioni antifasciste contro la libreria il Bargello a Coverciano, Casapound all'indomani dell'approvazione del Jobs Act quando sindacati di base, collettivi e centri sociali organizzarono una manifestazione davanti alla sede del Pd a Novoli. Già nel dicembre del 2011, dopo la strage di piazza Dalmazia avevamo sottolineato questo tipo di convergenza. Renzi, allora sindaco di Firenze, stemperò subito gli animi parlando del "gesto isolato di un folle" e Casapound, sempre per bocca del suo capetto, disse che non poteva esser fatto il test di igiene mentale a tutti coloro che erano simpatizzanti del suo movimento. In ogni caso, anche se per motivi diversi, Pd e Casapound tennero posizioni identiche individuando nella possibile risposta degli antifascisti il solo ed unico problema da cui guardarsi.

Altro fatto, altro gruppo neofascista: il Progetto Dinamo, legato al circuito Hammerskin, nazisti in odor di malavita ospitati a Firenze in un locale di proprietà dei Gesuiti, organizza un serie di incontri sulla storia toscana con il professor Giacomo Cipriani dell'Università di Firenze e in virtù dei rapporti con Jacopo Alberti, candidato come governatore dalla Lega nord alle ultime regionali, ha ottenuto il patrocinio della Regione Toscana.

Sempre la Regione Toscana, durante l'ultimo consiglio, ha approvato una mozione di Fratelli d'Italia con il voto favorevole di Pd, Lega e Toscana a Sinistra per organizzare gite scolastiche in occasione del Giorno del Ricordo alla foiba di Basovizza, eretta a monumento nazionale nonostante in quella foiba non sia mai stato trovato nemmeno un corpo e questo la dice lunga sull' "operazione foibe".

A Firenze a tirare le fila del revisionismo è proprio Casaggí con Fratelli d'Italia e Giani, nel ruolo di presidente del consiglio comunale, è arrivato addirittura a partecipare alle manifestazioni del 10 febbraio organizzate dagli stessi soggetti che il 25 aprile saranno a Trespiano in "onore ai caduti della Repubblica sociale".

Quella sulle foibe fa parte di un'operazione ben più ampia di riscrittura della storia inaugurata dal vecchio Pds e Alleanza Nazionale per creare un clima di riconciliazione e pacificazione nazionale. Non scordiamo quando Violante, dai banchi del parlamento, intervenne per dire che "infondo ci saremmo dovuti sforzare di comprendere le ragioni dei ragazzi di Salò perché i morti sono tutti uguali". La pacificazione e la riconciliazione non sono elementi che ci appartengono: sono utili solo alla classe dominante per sdoganare ancora una volta chi nella storia ha difeso il capitale nei suoi momenti di crisi più forte e per attaccare i valori e la pratica della Resistenza Antifascista: lotta di classe, solidarietà e internazionalismo, oggi più attuali che mai.

Sempre in questi giorni, stavolta a Bruxelles, il parlamento europeo ha votato un finanziamento di ben 600 mila euro alla "coalizione paneuropea", un'accozzaglia di partiti e partitini neofascisti, il cui capofila è Roberto Fiore, ex Nar, fondatore di Forza Nuova.

Mettendo insieme questi pochi elementi - ci saremmo potuti dilungare molto di più - crediamo che il vero problema sia il rapporto tra fascisti e istituzioni, il crescente livello di complicità e complementarità specialmente in una fase in cui la propaganda istituzionale e quella neofascista ormai si sovrappongono e parlano la stessa lingua in materia di guerra, repressione, sicurezza e immigrazione.

Alla luce di tutto questo la foto scattata ai giardini di via Felice Fontana sbiadisce, anzi quasi la potremmo considerare "normale" o "naturale", figlia del clima in cui sono cresciuti e sono stati selezionati dirigenti e quadri del Pd. Il problema è tutto di chi crede ancora che il Pd sia un partito antifascista. E' ora di aprire gli occhi su questa realtà e attrezzarsi di conseguenza, come fanno quotidianamente coloro che come noi lottano non rassegnandosi a ingiustizie, guerre, sopraffazioni e sfruttamento

Iniziamo dal 25 Aprile! Alle 17.00 tutti al corteo antifascista in Piazza Santo Spirito, contro fascismo, guerra e repressione!

Firenze Antifascista


25 aprile 2016 in piazza S. Spirito

Volantino 25 aprile 2016 Firenze Antifascista


Per un 25 Aprile contro guerra e repressione, a sostegno delle resistenze popolari

A partire dalle 15 banchini informativi, musica, interventi, cibo e bevande
Alle 17 CORTEO fino a Piazza Tasso e ritorno in S. Spirito
Al ritorno i canti del MENESTRELLO
A seguire CENA in piazza e CONCERTO con LOU TAPAGE e MALASUERTE FI-SUD

La ricorrenza della liberazione cade quest'anno in un contesto di aggravamento dei conflitti e degli scenari di guerra, specialmente in Medio Oriente e nell'Africa del Nord.

Il governo italiano, nel quadro delle proprie alleanze politiche, economiche e militari, si candida ad un ruolo primario nei piani di aggressione e spartizione della Libia, un bottino da 130 miliardi da dividersi, secondo i piani, tra Francia, Inghilterra e Italia, sotto l'occhio interessato degli USA. Dopo un secolo il capitale italiano è pronto, per bocca del capo dell'ENI Scaroni, a farci ripercorrere il cammino colonialista dell'Italia liberale e fascista, un cammino criminale fatto di deportazioni e stragi, che ha lasciato in Africa oltre 500.000 morti, e che si è concluso con la distruzione, le stragi e le deportazioni portati nelle nostre città e campagne.

Nel frattempo l'UE, con il supporto militare della NATO, paga il boia Erdogan per bloccare l'ondata di disperati in fuga da quelle guerre di aggressione (Siria, Kurdistan) di cui proprio il governo turco, membro della NATO e candidato a divenire anche membro della UE, è stato uno dei maggiori promotori insieme a USA e UE. Quest'ultima ottiene così di sigillare i confini della "fortezza Europa" in faccia a migliaia di esseri umani in cerca una speranza di sopravvivenza.

In questo scenario l'antifascismo rituale e di facciata a cui saremo costretti ad assistere nelle celebrazioni ufficiali del 25 Aprile non sarà nient'altro che un insulto alla memoria dei caduti della guerra di liberazione e di quei partigiani che hanno combattuto sui monti e nelle città per un mondo libero da sfruttamento e guerre. Oggi più che mai dobbiamo ribadire che un partito guerrafondaio come il pd e i suoi rappresentanti istituzionali non hanno la minima legittimità per richiamarsi ai valori della Resistenza.

L'antifascismo e la lotta partigiana vivono oggi nelle ragioni della solidarietà internazionalista. La lotta condotta dalle resistenze popolari e dalla sinistra rivoluzionaria in Palestina, Kurdistan, Donbass, Tunisia è la nostra stessa lotta. In uno scenario di guerra generalizzata, in cui i diversi poli imperialisti in competizione si scontrano e si alleano sulla base dei propri interessi, pensiamo di dover ribadire con forza che i nostri riferimenti sono altri, che non esistono imperialismi "più buoni" e che l'alternativa alla guerra e allo sfruttamento quotidiano può svilupparsi solo attraverso la costruzione di una prospettiva di classe e di una pratica che si rendano autonome dagli interessi dominanti.

L'antifascismo vive perciò nelle lotte di chi si oppone alla guerra, alla NATO, al job act, alla buona scuola, a tutte le politiche del governo Renzi, concepite e realizzate per conto dei grandi interessi, economici e militari, di cui è portavoce ed esecutore, allo stesso modo in cui vive nella lotta quotidiana per tenere i fascisti fuori dalle nostre città e dai nostri quartieri.

Non ci può stupire infatti se in un clima di propaganda bellica e di razzismo diffuso, ampiamente alimentato dai governi europei cosiddetti democratici, fascisti e populisti vari possano pensare di rilanciarsi, candidandosi a gestire questa fase storica. Mentre svolgono il loro ruolo di sempre a servizio dei padroni, spingendo i lavoratori a dividersi tra italiani e stranieri e alimentando così la "guerra tra poveri", i fascisti sognano di rinnovare la propria scalata al potere, guardando ad esempi come Alba Dorata in Grecia o ai vari gruppi neonazisti ucraini, responsabili di crimini efferati contro la popolazione civile. Ma quando le cose non vanno come loro vorrebbero, com'è successo a Firenze, ecco che trovano un valido supporto nella questura e nella magistratura, pronte a denunciare e processare chi li ostacola.

Nella piazza del 25 Aprile rilanceremo perciò la solidarietà verso i compagni denunciati in relazione al corteo del 16 novembre 2013 in risposta ad un'aggressione di Casa Pound e ai fatti del 6 dicembre 2014, quando alle Piagge fu impedito il presidio che Forza Nuova aveva convocato "contro il degrado", così come verso gli 86 compagni imputati nel processo contro il movimento fiorentino, in continuità con il corteo del 9 aprile scorso. Riteniamo infatti essenziale rilanciare la lotta contro la repressione, in tutti gli ambiti, dai posti di lavoro alle scuole, attraverso la solidarietà e il dibattito, in un contesto che ci pone di fronte al restringimento sempre maggiore degli spazi di agibilità politica, e ad un controllo sempre più forte del "fronte interno", condotto sull'onda delle politiche di emergenza, che è funzionale alla prospettiva di guerra permanente in cui vogliono farci vivere.

Contro fascismo, guerra e repressione, ora e sempre Resistenza!

Firenze Antifascista


25 Aprile 2016 in Valibona - Resistenza oggi è (anche) difendere il territorio

Volantino 25 Aprile 2016


Ieri a Firenze è scesa in piazza la solidarietà: 3000 persone hanno attraversato il centro storico da piazza Santa Maria Novella a Santa Croce.

Un corteo costruito durante mesi di riunioni, assemblee e iniziative che hanno fatto vivere la solidarietà nei confronti degli 86 compagni imputati nel processo contro il movimento fiorentino sul territorio e non solo.
Mesi durante i quali sono cresciute coscienza e consapevolezza di cosa rappresenti oggi la strategia repressiva nel contesto di guerra e crisi in cui viviamo.
Un corteo colorato da centinaia di bandiere rosse, composto dai centri sociali, collettivi studenteschi, sindacati, strutture organizzate, comitati e tanti solidali che ha avuto la capacità di parlare alla città con slogan e interventi che hanno tenuto insieme lotta e solidarietà.
Questa manifestazione rappresenta un passaggio sicuramente importante: uno stimolo a proseguire e intensificare le mobilitazioni, le battaglie e le vertenze aperte in questa città contro la guerra, lo sfruttamento e il fascismo nelle scuole, sui posti di lavoro e nei nostri quartieri.
La scommessa che abbiamo fatto portando avanti questa mobilitazione e la nostra campagna ha dato frutti che continueremo a coltivare sapendo che, per quanto ci sia un prezzo da pagare per chi non vuole abbassare la testa, LA LOTTA È L'UNICA VIA e la SOLIDARIETÀ ne è elemento e pratica imprescindibile.

Ci vediamo in San Frediano, in Santo Spirito, il prossimo 25 aprile nella piazza organizzata dalla Firenze Antifascista!

Video corteo arrivo in S.Croce

Cpa fi-sud
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos
Collettivo Politico Scienze Politiche
Rete dei Collettivi Fiorentini
Collettivo contro la Repressione - Firenze

Leggi anche:


Sabato 9 Aprile h 15,30 Piazza Santa Maria Novella - Firenze

La lotta e' l'unica via! solidarieta' agli 86!

Volantino 9 Aprile h 15,30 Piazza Santa Maria Novella - Firenze


Comunicato stampa - La solidarieta' per chi lotta in piazza a Firenze

Il 9 aprile si avvicina e continua a crescere la solidarietà e l'adesione alla manifestazione in solidarietà con gli 86 compagni sotto processo.
Se quando lanciammo l'appello ci eravamo posti l'obiettivo di far parlare del processo contro il movimento fiorentino, crediamo di averlo centrato.
Allo stesso modo stiamo dimostrando nella pratica cosa significhi non lasciare nessuno solo davanti alla repressione.
Ora è necessario intensificare gli sforzi per la riuscita della manifestazione di sabato prossimo: appuntamento alle ore 15.30 in Piazza Santa Maria Novella.
Il corteo sarà aperto dallo striscione "Solidarietà per chi lotta - Solidarietà agli 86" dietro al quale si formerà lo spezzone unitario a cui prenderanno parte molte realtà del territorio e non.
A seguire lo spezzone studentesco e quello dei lavoratori.
Parteciperanno al corteo collettivi di studenti, comitati, centri sociali, movimenti ed associazioni, partiti e realtà politiche, sindacalismo di base e conflittuale, tutti uniti nella solidarietà agli 86 e per denunciare il clima repressivo ed emergenziale in cui siamo immersi.
Lotta e solidarietà: questo sarà il filo conduttore del corteo e queste saranno le parole d'ordine degli interventi che animeranno la giornata.
Il corteo attraverserà il centro storico fiorentino per concludersi in Piazza Santa Croce.
Dobbiamo ancora una volta sottolineare il comportamento di Questura e Prefettura che, rendendosi probabilmente conto che la solidarietà è riuscita ad andare oltre i circuiti prettamente militanti, sono intervenute cercando di alimentare un clima di tensione
allo scopo di attaccare proprio la solidarietà imponendo un divieto per il passaggio da Piazza Signoria.
Senza doverci dilungare in chissà quali spiegazioni ci pare lampante il motivo per cui in manifestazioni come queste si voglia passare sotto le finestre di Palazzo Vecchio e del sindaco. Quella piazza dovrebbe essere "la piazza dei fiorentini", di chi vive, studia e lavora in questa città ma le istituzioni cittadine la gestiscono come fosse il proprio cortile di casa, aperto alle foto dei turisti e alle proprie manifestazioni, chiuso quando le voci che vorrebbero animarlo sono scomode alle istituzioni stesse.
Che ne pensa il sindaco Nardella?
Dov'è finita la "Firenze città aperta" con cui il suo partito si sciacquava la bocca fino a qualche tempo fa?
Questo è un motivo in più per essere in piazza sabato al fianco degli 86, contro le politiche autoritarie di chi governa questa città e per dare ancora più forza ad una mobilitazione che deve proseguire con
maggiore determinazione e slancio dopo la manifestazione di sabato, in vista delle sentenze.

Centro Popolare Autogestito fi-sud
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos
Collettivo Politico di Scienze Politiche -Firenze
Rete dei Collettivi Fiorentini
Collettivo contro la repressione - Firenze
Comitato Comunista "Fosco Dinucci" -Firenze
Clash City Workers
PerUnaltracittà

Leggi i comunicati precedenti:
Contro la repressione: estendere la solidarieta', rilanciare la lotta!
Processo contro il movimento fiorentino - comunicato unitario


Giovedì 7 Aprile 2016 Iniziativa Palestina incontro con Aiman Hajj Yahia

Volantino 7 Aprile 2016 Incontro con Aiman Hajj Yahia


Giornata della terra, l'ennesima intifada e l'industria israeliana degli arresti.

Sono 40 gli anni passati da quando i palestinesi proclamarono la Giornata della Terra. 1976 fu il primo e più cruento, 6 i palestinesi, sulla carta cittadini dell'entità sionista-israele, che sono stati barbaramente uccisi. Da allora e per tutti gli anni, scioperi e manifestazioni si sono susseguite come protesta e contro la confisca delle terre dei palestinesi. Nulla hanno potuto i palestinesi per impedire tale furto, oggi essi controllano a malapena il 12% del complessivo territorio della Palestina storica.
Anche stavolta la giornata della terra cade mentre è in corso una sollevazione, un'Intifada. L'attuale Intifada è, però, diversa da tutte le altre che l'hanno preceduta, essa è fuori controllo totale e i sionisti, stando alle loro dichiarazioni ufficiali, non sanno proprio come arginarla. Molti elementi giocano in sfavore soprattutto dei giovani, che hanno deciso di prendersi la responsabilità della lotta e della resistenza in un momento triste della latitanza delle fazioni storiche palestinesi, non ultima la presenza diffusa di collaborazionisti palestinesi: i servizi di "sicurezza" dell'ANP e gli opportunisti che ruotano attorno da essa. Stavolta il nemico lo hanno anche in casa propria.
Con l'aumento delle incertezze e delle insicurezze, le forze sioniste e colonialiste mettono in mostra tutto il loro fascismo e odio verso i palestinesi. La risposta ai banali atti di resistenza come l'uso dell'arma bianca di fronte ai soldati e cittadini sionisti armati di tutto punto, è di assassinio extra-giudiziario, di punizioni collettive con la demolizione delle case, le salate "multe" contro i familiari e gli arresti indiscriminati. Quest'ultima pratica non solo si è intensificata ed estesa (basta scrivere qualsiasi cosa contro l'entità sionista sui social network o inneggiare al BDS per essere messi sotto accusa ed arrestati) ma comincia a riguardare i cittadini occidentali che si oppongono alle politiche sanguinarie israeliane. In Francia basta indossare una maglietta con una scritta contro israele o essere attivi nella campagna BDS sono motivi di arresto. In Inghilterra è allo studio una legge che vieta il boicottaggio di israele nei campus universitari e non ci sorprende se tali pratiche verranno estese poi a tutti i paesi UE. Dobbiamo registrare che da qualche anno l'arresto dei bambini palestinesi (anche di 5 anni) si è molto intensificato e tocca ormai migliaia di bambini all'anno. Intimidazioni, soldi e raccolta di informazione sono le ragioni che stanno dietro a questi arresti.
Di tutto questo e dell'Intifada, parleremo con Aiman Hajj Yahia.

Fronte Palestina Toscana


Dalle montagne del Kurdistan al cuore di Roma, solidarietà ad Ararat sotto sgombero!

Come compagni e compagne di Firenze esprimiamo la nostra solidarietà al centro Ararat minacciato di sgombero dal prefetto Tronca.
Dopo oltre 17 anni di iniziative culturali, politiche e sociali, che hanno fatto di Ararat uno degli spazi più vivi ed attivi della città che oggi lo mette in vendita insieme a tante altri spazi sociali di Roma, si vuole così cancellare un'esperienza che è stata fra le più importanti e significative, nata grazie alla determinazione degli esuli politici kurdi e di attivisti generosi come Dino Frisullo, cui non a caso è stata dedicata la piazza al Testaccio che ospita Ararat, e con il quale anche noi abbiamo condiviso il percorso di mobilitazione e sostegno alla resistenza all'occupazione in Kurdistan.
Mentre la resistenza dei kurdi in Siria contro l'Isis attira le "simpatie" internazionali, nel Bakur, Kurdistan turco, ogni giorno si muore e si lotta per gli attacchi dell'esercito turco alle esperienze di emancipazione e liberazione portate avanti dalle forze della sinistra kurda legate al PKK. Tutto questo nel silenzio assordante dei media e con la complicità e sostegno dei nostri governi al macellaio Erdogan, in nome della comune appartenenza alla Nato e per le politiche assassine e vergognose sull'immigrazione.
In questi mesi il Centro Culturale è stato punto centrale per le attività e le mobilitazioni a fianco della resistenza kurda, riferimento per i rifugiati kurdi e per tutte le realtà solidali con la loro lotta di liberazione. Con lo stesso silenzio e con le stesse complicità viene oggi minacciato di sgombero da parte delle autorità.

Con la sicurezza che i compagni e le compagne sapranno rispondere e reagire a questi tentativi, vogliamo esprimere la nostra solidarietà al centro Ararat e la nostra disponibilità a partecipare e sostenere alle iniziative ed alle mobilitazioni che verranno decise per opporsi allo sgombero.
Solidarietà ad Ararat

Per un Kurdistan libero dall'oppressione e lo sfruttamento
Libertà per il presidente Ocalan
Fuori il PKK dalle liste antiterrorismo

CPA Firenze sud, Cantiere Sociale Camillo Cienfuegos, Collettivo Politico Scienze Politiche


Domenica 3 aprile 2016 Commemorazione della Giornata della Terra

Volantino 3 aprile 2016 Commemorazione della Giornata della Terra


Sabato 2 Aprile 2016 Cena finanziamento contro inceneritore ed aeroporto

Volantino 2 Aprile 2016 Cena finanziamento e Rock night contro inceneritore ed aeroporto


Sabato 2 Aprile 2016 Corteo antifascista contro la guerra e la NATO contro il fascismo per la solidarietà internazionale

Volantino 2 Aprile 2016 Corteo antifascista contro la guerra e la NATO contro il fascismo per la solidarietÓ internazionale - Firenze Antifascista


Le vostre guerre, i nostri morti!

Contro la guerra e la NATO, contro il fascismo, per la solidarietà internazionale!

Il tragico attentato di Bruxelles ha, di nuovo, mostrato che la GUERRA è oggi una realtà concreta che non attraversa solo il Medio Oriente o paesi vicini ma riguarda tutti noi. Le guerre sono combattute dai governi, dalle classi dominanti, dalle fazioni in lotta per petrolio e controllo dei territori ma i morti ancora una volta sono Nostri morti, persone comuni, come a Parigi, ammazzate nella metro o in aeroporto, sacrificate sull'altare degli interessi che si scontrano.
Lo stato italiano è pienamente coinvolto e responsabile di questo scenario tragico, avendo partecipato a tutte le aggressioni promosse dalla NATO e dalla UE. I mostri evocati da queste politiche imperialiste stanno portando gli incubi della guerra anche sul territorio europeo e, mentre si continuano a tagliare le spese sociali ma non le spese militari che anzi aumentano sempre di più, attraverso la politica dell'emergenza i governi europei si apprestano a restringere ulteriormente gli spazi di democrazia, ad inasprire le proprie politiche repressive, a militarizzare sempre più i territori.
Anche se Renzi e Mattarella parlano, proprio il giorno prima delle bombe, di guerra che non c'è e cercano di nascondere la verità, la macchina bellica gira già a pieno regime. Il governo italiano, incitato e sostenuto dagli USA e dalla NATO, si prepara a ripercorrere i passi della politica coloniale liberale e fascista, ritornando in armi sul territorio della Libia, come hanno scritto i giornali, "con la più grande operazione militare dal 1943". Un'avventura militare che rientra in uno scenario di guerra generalizzata, una guerra condotta in nome di grandi interessi, come gli investimenti petroliferi dell'ENI in Libia, che si scontrano con sempre maggiore violenza e travolgono il mondo intero in una spirale di lutti e sofferenze immani. Interessi nel cui nome intere popolazioni vengono sradicate dalla propria terra per essere trasformate in forza lavoro sfruttabile a piacimento, oppure finiscono a fare carne da macello per la tratta di esseri umani e per le bombe.
Le immagini del campo di Idomeni in Grecia, uomini donne e bambini lasciati nel fango per giorni, che muoiono annegando nel tentativo di rompere i confini sempre più militarizzati della "Fortezza Europa", ci dicono, una volta di più, che siamo governati da assassini senza scrupoli o pietà. Sicuramente vedremo nelle prossime settimane quali conseguenze criminali produrrà il nuovo accordo tra la UE e il boia Erdogan, un accordo realizzato sulla pelle dei più disperati, dove centinaia di migliaia di esseri umani sono oggetto di scambio tra le potenze come fossero bestiame.
In questo quadro si inseriscono i fascisti, che scendono in piazza a Firenze a loro dire "per la patria", in realtà per rilanciare e sfruttare a proprio beneficio la spinta reazionaria e guerrafondaia del governo Renzi; dietro agli strumentali richiami dei fascisti alla giustizia sociale ed al bene della patria per attirare consensi popolari, si nascondono le politiche di guerra, cui il fascismo si lega indissolubilmente, e di sfruttamento, di attacco ai diritti dei lavoratori, di repressione, di imposizione di una gerarchia assoluta sui luoghi di lavoro. La cosiddetta politica sociale del fascismo si esprime attraverso la militarizzazione della vita quotidiana. La Storia ci insegna che vogliono in realtà spingere la popolazione a gettarsi in una politica di aggressione contro gli altri popoli, una politica di rapina e di sterminio, come le avventure coloniali italiane in Africa: 500mila, tra resistenti e civili, caduti a causa della repressione militare, delle stragi indiscriminate e delle deportazioni di intere popolazioni. Una politica criminale che, è bene ricordare, ha portato al disastro la stessa popolazione italiana, lasciando come eredità lutti, stragi e un paese distrutto.
Contro i fantasmi di un passato che non deve tornare, contro le guerre, di fronte alle intenzioni criminali del governo Renzi e alle provocazioni dei fascisti, in occasione delle mobilitazioni nazionali per l'anniversario della nascita della NATO, la Firenze migliore, la Firenze antifascista e partigiana, la Firenze solidale e internazionalista, la Firenze dei lavoratori, dei disoccupati, degli studenti, si riprende le strade per rifiutare le politiche di guerra, e ribadire che l'unica soluzione per un mondo libero dalla guerra è un mondo in cui sfruttamento, razzismo e fascismo siano definitivamente cancellati.

Contro vecchi e nuovi fascismi, contro la NATO e le politiche di guerra!
CORTEO ANTIFASCISTA CONTRO LA GUERRA E LA NATO
SABATO 2 APRILE ORE 15,30 PIAZZA S. MARCO

Firenze Antifascista - Assemblea fiorentina contro la guerra e la NATO


Contro la repressione: estendere la solidarieta', rilanciare la lotta!

A quasi 4 anni dalle prime operazioni di polizia, quando decine di agenti della Digos svegliarono all'alba altrettante decine di compagni e attivisti fiorentini (perquisendo le loro abitazioni e notificando loro arresti domiciliari, obblighi di firma e denunce) siamo arrivati alle battute finali del "processone" agli 86, il "processone contro il movimento fiorentino".

Ieri, lunedì 21 marzo, il PM Coletta ha concluso l'arringa con le sue richieste di condanna. Le pene richieste vanno dai 2 anni e 6 mesi per i sette compagni accusati di associazione a delinquere (l'ipotesi di reato che ha consentito agli organi inquirenti di mettere insieme nello stesso processo fatti avvenuti in luoghi, tempi e con protagonisti anche molto differenti tra loro, oltre che di richiedere al GIP l'applicazione delle misure cautelari) ; fino a 3 mesi per altri compagni accusati di reati vari.

Molte delle richieste oscillano da 1 anno a 1 anno e 8 mesi per coloro che sono accusati di aver partecipato alla contestazione alla Santanché al Polo di Novoli, alle mobilitazioni in concomitanza con l'approvazione in Parlamento della c.d. riforma Gelmini, a quelle in solidarietà agli imputati stessi. 15 sono le richieste di assoluzione.

In totale più di 70 anni di carcere complessivi.

Particolarmente odiose ed esose le richieste di risarcimento delle parti civili: 300mila euro è la richiesta di Trenitalia per un'occupazione della stazione di Rifredi durata neanche due ore, mentre 40mila euro chiedono poliziotti, alcuni leghisti, il preside del liceo Michelangiolo Primerano, Confindustria ed altri.

Se l'obiettivo è quello di impaurire, di "educare" dei compagni e degli attivisti a temere la risposta delle autorità che si contestano, a starsene zitti e buoni, o al limite a protestare (senza alcuna velleità di vittoria, ci mancherebbe altro!) entro i confini della legalità (che diventano sempre più ristretti....) beh se questo è ciò che vogliono fare polizia, magistratura e istituzioni, noi rispondiamo loro che non ci sono riusciti. Non ci hanno ricondotto al silenzio con mesi di arresti domiciliari (quando poi, tra l'altro, viene richiesta per le stesse persone una pena che non prevede la carcerazione!) e non lo faranno adesso.

Agli imputati vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà.
Vogliamo rivendicare le lotte per una scuola ed una università pubbliche e non classiste, per la difesa del posto di lavoro, per il diritto alla casa, contro l'apertura di sedi fasciste, contro la costruzione di un CIE-CPT e di grandi opere inutili e dannose (come inceneritore e mega aeroporto). Lotte che sono tutt'ora importanti ed attive sul territorio, e che continueranno, contando anche sulla capacità e la generosità di coloro che stanno subendo l'attacco repressivo.

La repressione non deve essere uno spauracchio o una cosa di cui non parlare, ma un ulteriore fronte di lotta sul quale fare dibattito e mobilitazione, in modo da ribaltare una strategia di isolamento, punizione, criminalizzazione in una di vicinanza, solidarietà e determinazione nel cambiare la nostra società.
Invitiamo dunque TUTTI a esprimere la propria solidarietà agli 86 imputati, partecipando alle iniziative in loro sostegno, alla MANIFESTAZIONE di Sabato 9 APRILE 2016 alle 15,30 in Piazza Santa Maria Novella, e soprattutto a partecipare alle future mobilitazioni in difesa del territorio, per condizioni di lavoro e abitative migliori, contro la guerra ed il fascismo.

LA LOTTA E' L'UNICA VIA! SOLIDARIETA' AGLI 86!
SABATO 9 APRILE h 15,30 PIAZZA SANTA MARIA NOVELLA - FIRENZE

Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos


Processo contro il movimento fiorentino - comunicato unitario

L'ACCUSA CHIEDE PIU' DI 70 ANNI DI CARCERE.

IL 9 APRILE 2016 TUTTI IN PIAZZA SANTA MARIA NOVELLA ALLE ORE 15.30 IN SOLIDARIETÀ CON GLI 86

Oggi, lunedí 21 marzo, al tribunale di Firenze si è tenuta l'udienza del processo contro il movimento fiorentino durante la quale il Pm Coletta ha avanzato le richieste di condanna.

Per l'accusa di associazione a delinquere, l'ipotesi di reato su cui è stata costruita tutta l'inchiesta, il Pm ha chiesto 2 anni e 7 mesi per un compagno e 2 anni e 6 mesi per gli altri sei accusati di questo reato.
Per i fatti legati alle manifestazioni studentesche del 30 novembre 2010, al presidio contro la presenza della Santanchè al Polo delle Scienze Sociali e alle manifestazioni di solidarietà dopo i primi arresti del 4 maggio 2011, riguardanti decine di compagni, le richieste vanno da 1 anno ad 1 e 8 mesi. Per 15 imputati è stata chiesta l'assoluzione. Per tutti gli altri dai 3 ai 5 mesi.

I numeri del processo sono questi: 86 imputati, 35 misure cautelari, 584 capi d'imputazione contestati, 71 anni e 9 mesi di carcere chiesti dall'accusa.

A questi si aggiungono le richieste dei danni avanzate dalle parti civili: le 300 mila euro richieste da Trenitalia e le quasi 40 mila richieste tra poliziotti, digos, leghisti, Primerano (il preside del Michelangelo in quota PD), Gest Spa (il gestore della tramvia) e Confindustria.

Dopo quest'udienza si fa ancora piú importante e necessaria la partecipazione alla piazza del 9 aprile a Firenze in solidarietà agli 86 e contro la repressione!


Centro Popolare Autogestito fi-sud
Movimento di Lotta per la Casa
Collettivo Politico Scienze Politiche
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos - Campi Bisenzio
Occupazione Corsica 81
Assemblea contro la metropoli
Rete dei Collettivi fiorentini
Confederazione Cobas Firenze
CUB Firenze
Clash City Workers - Firenze
Per un'altra Città
Collettivo contro la repressione - Firenze
La Polveriera
CSA nEXt Emerson
Partito Comunista dei Lavoratori - Firenze
Comitato Comunista Fosco Dinucci - Firenze
Partito Comunista - Firenze
Prc - Firenze
Giovani Comunisti - Firenze


Ennesima operazione repressiva ai danni dei No Tav: solidarietà da Campi Bisenzio!

Questa mattina i carabinieri hanno perquisito le abitazioni di alcuni attivisti No Tav, il presidio di Venaus e il popolare locale "La Credenza" di Bussoleno, notificando, al momento, 5 obblighi di firma e 2 arresti domiciliari.
Il fatto contestato sarebbe un episodio occorso dopo una delle tante cene in val Clarea: uno dei presenti viene fermato dalle forze di polizia in paese ed altri no tav accorrono in suo sostegno, senza che la situazione degeneri.
Inutile dire che qualsiasi occasione è buona per mettere in moto la macchina della repressione verso un movimento che dimostra una capacità di resistenza ed una combattività costanti.
Altrettanto importante è la capacità del movimento No Tav di rispondere unito proprio di fronte alla repressione, respingendo al mittente i tentativi di criminalizzarlo, isolarlo e dividerlo in "buoni e cattivi".

Ai compagni indagati e al movimento tutto va quindi la nostra solidarietà, convinti che anche questo sia un terreno di lotta e mobilitazione da percorrere. Essere solidali infatti, per noi, non significa solo esprimere vicinanza politica o contribuire economicamente alle spese che la repressione comporta, ma anche lottare al fianco di questi compagni sul nostro territorio, oggetto anch'esso di un analogo tentativo di speculazione e devastazione (vedi i progetti di costruzione dell'inceneritore e del nuovo mega aeroporto).

Verso la manifestazione del 9 aprile: la lotta è l'unica via, solidarietà!

I compagni e le compagne del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos - Campi Bisenzio


A Campi è uscito il bando ERP: MA LE CASE POPOLARI CI SONO?

Dopo 4 anni è uscito il bando per le case popolari, sulla base della nuova legge regionale del 2015 (peggiorata rispetto alla precedente!), con scadenza il prossimo 6 maggio, ma le case popolari non ci sono!!
Al momento sono meno di 10 gli alloggi pubblici disponibili, a fronte di un bisogno casa che in questi anni è cresciuto per effetto della crisi economica (340 famiglie nella vecchia graduatoria): ciò significa che in mancanza di case da assegnare, il bando è destinato ad essere solo una lista di attesa per centinaia di nuclei familiari, sempre più emarginati dal "libero" mercato delle abitazioni..
In tutta l'area fiorentina, l'emergenza sfratti (circa 50 solo a Campi) - quasi tutti per morosità dovuta a perdita del lavoro, precarietà e mancanza di reddito - si è aggravata per l'assenza di efficaci provvedimenti da parte delle istituzioni pubbliche. Non ci sono alloggi per l'emergenza, non sono state costruite o acquistate nuove case popolari da parte della Regione, i soldi per sostenere chi non ce la fa a pagare l'affitto sono sempre insufficienti, mentre - in questa situazione - i servizi sociali mortificano i bisogni delle persone.
Eppure le case ci sarebbero per tutti/e (solo a Campi ci sono circa 700 alloggi privati tenuti vuoti!), senza bisogno di mettere le famiglie negli affittacamere o dividerle nelle strutture assistenziali (misure che non risolvono l'emergenza ma che ingrassano, con soldi pubblici, dei privati o delle cooperative senza scrupolo, vedi ad esempio "mafia capitale"), senza costringere ad umilianti convivenze, senza scatenare pericolose guerre tra poveri!!
Chiediamo con urgenza di:
1) aumentare gli alloggi popolari e l'intervento pubblico nel settore casa
2) utilizzare il patrimonio edilizio sfitto, a partire da quello delle medio-grandi proprietà, anche ricorrendo al provvedimento della requisizione
3) utilizzare le risorse pubbliche per sostenere le famiglie più colpite dalla crisi invece che per guerre o opere inutili e dannose per il territorio e la salute dei cittadini.
4) bloccare gli sfratti in mancanza di provvedimenti e alternative concrete, perchè nessuno deve finire per strada

mobilitiamoci per il diritto alla casa!!
GIOVEDI 24 MARZO 2016 ORE 17.00
presidio in piazza Dante sotto il Consiglio Comunale

assemblea cittadina 1 Aprile h 21 Piazza Matteucci 11

SOLIDARIETA' E MUTUO SOCCORSO!
PARTECIPIAMO IN PRIMA PERSONA!

Ogni martedi dalle ore 17.00 alle ore 19.30 in piazza Matteucci 11, Campi, consulenza su sfratti, diritto alla casa e bando ERP.

Sip piazza Matteucci, Campi 15 marzo 2016

Gruppo Casa di Campi Bisenzio


Venerdì 11 Marzo 2016 - Iniziativa contro la repressione con cena sociale, presentazione libro e concerto Signor K + Dj Set

Volantino 11 Marzo 2016 - Iniziativa contro la repressione con cena sociale, presentazione libro e concerto Signor K + Dj Set


Domenica 21 Febbraio 2016 Riprendiamoci il territorio: una giornata che ha "lasciato il segno"!

In oltre 200 abbiamo attraversato i terreni interessati dalla costruzione delle 2 grandi opere costose e nocive che minacciano Firenze e la sua piana; l'inceneritore di Case Passerini ed il nuovo mega-aeroporto di Peretola.

In questi anni le diverse anime del movimento si sono fortemente impegnate nel coinvolgimento dei territori, nella critica puntuale di luoghi comuni e false verità seminate ad hoc dai sostenitori dei grandi interessi, nella proposta di alternative concrete per il ciclo dei rifiuti, della mobilità, del lavoro e del rapporto con l'ambiente naturale e urbano.
Questo impegno non è mai terminato e ad esso si aggiunge, oggi, una sempre maggiore presenza sui terreni dove il sistema stato-imprese ha previsto, al riparo da critiche e partecipazione pubblica, la realizzazione dei progetti.

Gli abitanti della piana dimostrano che la sordità istituzionale e l'arroganza di gruppi affaristici come Hera e Toscana Aeroporti non riescono a scoraggiare più del fango o dell'umidità.

Le reti delle resistenze popolari e dell'elaborazione di controproposte continuano a crescere e trovano nella presenza attiva e vigile sui territori nuova energia per continuare la lotta. Le decisioni blindate e antipopolari non hanno fermato la determinazione di chi non è disposto a cedere di fronte a questi attacchi alla salute, all'ambiente, alla vita e cerca invece, con intelligenza e coraggio, forme e strumenti di opposizione per fermare la devastazione.

Oggi è stato un altro momento importante.
Il fango, nella zona dell'Osmannoro, aspetta anche te per aggiungere altre orme alle migliaia che stamani ci hanno "lasciato il segno".

No inceneritori, No aeroporto, Basta nocività!

Gli organizzatori della manifestazione

Domenica 21 ⁠Febbraio 2016 Camminata nei terreni Riprendiamoci il territorio

Domenica 21 ⁠Febbraio 2016 Camminata nei terreni Riprendiamoci il territorio

Domenica 21 ⁠Febbraio 2016 Camminata nei terreni Riprendiamoci il territorio


Esprimendo solidarietà ai compagni di Padova colpiti nei giorni scorsi dalla repressione, diffondiamo il loro comunicato e invitiamo a partecipare/sostenere!

Criminale è chi sfratta e lascia le case vuote!

La mattina del 18 febbraio dalle 6.30 sono state eseguite dalla Questura di Padova perquisizioni abitative e corporali tra Padova, Schio (Vi) e Cagliari nei confronti di 11 compagni del Comitato di Lotta per la Casa, attivi anche nella radio web RadiAzione e all'interno dell'Associazione culturale N. Pasian.

Queste si sono tramutate in 11 misure cautelari tra cui: 4 arresti domiciliari, 2 divieti di dimora e 5 obblighi di firma. Inoltre senza alcun avviso è stata sigillata con un portone di metallo la sede di Piazza Toselli, storico punto di riferimento a Padova e in particolare del quartiere, in cui si sono sempre svolte le attività dello sportello antisfratto del Comitato di Lotta per la Casa, dell'Asd Quadrato Meticcio, del doposcuola, dell'associazione N. Pasian, della Boxe Popolare Chinatown, della biblioteca del Centro di Documentazione C. Giacca e della web radio RadiAzione (a cui è stata requisita tutta la strumentazione). Attualmente la stessa sede è stata posta sotto sequestro.

L'accusa è quella di associazione a delinquere. Negli ultimi anni il reato associativo è stato sempre più utilizzato perchè consente, da una parte di incarcerare e dare misure cautelari preventive, così di allontanare dalle lotte dei compagni attivi, e dall'altra di allargare il raggio d'azione dell'inchiesta coinvolgendo anche strutture, sedi fisiche e strumenti di propaganda come per RadiAzione. I fatti specifici constano di numerosi picchetti antisfratto ed alcune occupazioni abitative. La costruzione accusatoria però parla di un'organizzazione criminale, capace di circuire persone straniere e, fingendo di erogare loro un servizio inerente alla loro problematica abitativa, prima fidelizzarle e in seguito spingerle a occupare inconsapevolmente un alloggio. Il Comitato, sempre secondo l'accusa, si serviva di RadiAzione come strumento per "promuovere le proprie attività criminali".

Questa è la costruzione messa in piedi dalla Digos e commissionata da coloro che nell'edilizia residenziale pubblica vedono l'ennesimo bacino di speculazione da dove poter succhiare quei sempre più risicati margini di guadagno che la crisi del sistema produttivo ed economico ancora concede. Dal momento che le istituzioni non vogliono dare risposte serie alle problematiche sociali tipiche dei quartieri popolari (e chiunque conosca le condizioni in cui versano le case Ater non farà fatica a credere a queste parole), si cerca di risolverle reprimendo e criminalizzando le realtà politiche identificate come capaci di focalizzare la rabbia diffusa che in tali quartieri si respira. Ed ecco che chi lotta per evitare che persone in difficoltà vengano buttate fuori di casa (perché ree di morosità incolpevole) diventa un criminale. Chi aiuta famiglie, costrette a vivere in auto, ad occupare alloggi lasciati colpevolmente vuoti dall'Ater in attesa di poterli svendere all'asta al palazzinaro di turno, viene arrestato e una radio che denuncia la situazione di miseria a cui sempre più persone sono costrette, pur di garantire la ricchezza dei soliti pochi, viene fatta tacere.

La pronta e grande solidarietà mostrata sin da subito dagli abitanti del quartiere e da moltissime realtà in tutta Italia evidenzia quanto queste menzogne si scontrino ogni giorno di più con le contraddizioni palesi della società in cui viviamo. Una società strozzata dalla crisi economica irreversibile, che per mantenere inalterati i propri profitti promuove misure antipopolari tagliando istruzione e sanità, allungando i termini per le pensioni, riducendo e privatizzando sempre più i servizi sociali come i trasporti, precarizzando ulteriormente il mondo del lavoro e speculando sull'edilizia residenziale pubblica. Tutto ciò a fronte del costante rifinanziamento degli investimenti bellici, espressione della tendenza alla guerra sempre più marcata e che spesso si intreccia sul fronte interno con l'apparato repressivo dello stato.

Per continuare con le riforme "dei sacrifici", la classe dirigente necessita di un clima di pace sociale e di tenere a freno il malessere popolare che, invece, aumenta sempre più e in tutta la penisola. Questo fine lo persegue con l'inasprimento della repressione e l'attacco verso le diverse forme di lotta che maturano in tale contesto, sia attraverso inchieste giudiziarie che con il manganello della polizia, com'è successo nei giorni scorsi ai lavoratori della logistica della Bormioli in lotta per il proprio posto di lavoro. Questo è un attacco rivolto a tutta una classe sociale e non solo agli 11 indagati; perché quella che loro identificano come "un vero e proprio sodalizio criminale, strutturato e organizzato in maniera stabile" è una realtà impegnata nella costruzione di un tessuto sociale capace di rispondere in maniera autorganizzata alle proprie esigenze, senza bisogno di andare ad elemosinare le briciole dalla giunta di turno, magari in cambio di qualche voto in più. Questo tessuto ci conosce, e sa bene che i veri criminali sono quelli che, in nome della ripresa, propongono ricette fatte di supersfruttamento, stipendi da fame e licenziamenti indiscriminati e poi, quando non si hanno abbastanza soldi per pagare loro un affitto, mandano la polizia a buttarti fuori di casa. Le accuse che ci muovono le rimandiamo al mittente, consci che se è successo tutto questo è perché hanno paura e noi dal canto nostro non abbiamo intenzione di smettere di fargliene. Giovedì abbiamo salutato compagni determinati e con la rabbia negli occhi e siamo e saremo sempre pronti a raccoglierne il testimone.

Per questo l'appuntamento musicale del venerdì in Piazza Toselli verrà mantenuto e ci prenderemo le strade del quartiere per portarlo avanti.
Per questo continueremo a lottare.
Abbiamo bisogno del sostegno di tutti e tutte. Le istituzioni hanno dato la loro risposta a chi chiedeva uguaglianza sociale, adesso è il momento di dare la nostra.

SOLIDARIETÀ A TUTTI I COMPAGNI DEL COMITATO DI LOTTA PER LA CASA LE LOTTE NON SI ARRESTANO!
SABATO 27, ORE 16, PIAZZETTA CADUTI DELLA RESISTENZA CORTEO A SOSTEGNO DEI COMPAGNI INDAGATI!

Comitato di Lotta per la casa, redazione di RadiAzione.info, Associazione Culturale N. Pasian, Mensa Marzolo Occupata, Centro di documentazione C. Giacca, Collettivo Universitario RedAnt


Sabato 13 Febbraio al Cpa Firenze sud - Contro le guerre del capitale solidarietà internazionale è lotta!

Guerre per il petrolio, guerre per il controllo dei territori, guerre di interessi spacciate per guerre di religione o etniche, guerre civili, aggressioni militari, progetti rivoluzionari, guerre dove sono ormai a pieno titolo dentro anche i principali paesi occidentali, Usa e paesi Ue, e la Russia, guerre pericolose che stanno portando il mondo sull'orlo di tragedie catastrofiche.
Davanti a tutto ciò, come compagni/e contro le guerre ed il militarismo, come studenti, lavoratori, proletari in lotta qui ed ora contro le politiche di sfruttamento del capitale, il nostro compito è sostenere i progetti ed i tentativi di emancipazione popolare delle sinistre rivoluzionarie dell'area

Sabato 13 Febbraio al Cpa Firenze sud in via villamagna 27/a
Palestina, la resistenza e le rivolte della gioventù palestinese, il ruolo della sinistra storica
Le relazioni sioniste con le economie dell'Occidente

Volantino 13 Febbraio al Cpa Firenze sud - Contro le guerre del capitale solidarieta internazionale e lotta


Alle ore 18.00 Assemblea dibattito con
Koutaiba Younis - Fronte Palestina
Enrico Bartolomei - il Complesso militare industriale israeliano e le sue relazioni internazionali
Miriam - Rappresentante del PYM, Movimento giovanile Palestinese in collegamento dalla Giordania
A seguire cena popolare di sottoscrizione

Prossimi appuntamenti
Domenica 28 febbraio Cena popolare di sottoscrizione e proiezione film sul Kurdistan
Sabato 19 Marzo Festeggiamo con la Comunità Kurda Toscana il NEWROZ
SOSTENIAMO LE LOTTE DEI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI, TURCHI e KURDI
PKK, FPLP, DHKC-P, MLKP basta con le liste nere, basta con la repressione delle organizzazioni rivoluzionarie


Sabato 6 Febbraio 2016 Sciopero! Presidio h 09:30 davanti ai cancelli Gkn!

In risposta all'annuncio da parte dell'azienda panorama di campi bisenzio di voler effettuare un imponente taglio del personale, ben 45 lavoratori rischiano di perdere il proprio posto, è stato deciso di proclamare un pacchetto di scioperi da praticare nelle prossime settimane.
La scelta di dare una risposta chiara, forte e unitaria da parte dei lavoratori è anche conseguenza dell'atteggiamento di chiusura dimostrato dall'azienda stessa nel rapportarsi alle rappresentanze sindacali dei lavoratori. Necessario quindi il protagonismo operaio che solamente può qualcosa contro l'arroganza dimostrata dalla dirigenza Panorama.
Intorno a questa vertenza si sono concentrate varie forme di solidarietà, come quella espressa dai vicini lavoratori campigiani dell'azienda GKN e da parte di vari altri posti di lavoro.
Come "Assemblea No Jobs Act" siamo vicini e solidali a tutti questi lavoratori e lavoratrici in lotta! Essi stanno difendendo non soltanto il loro posto di lavoro, ma l'interesse di tutti, poiché cedere di fronte all'arroganza aziendale significherebbe un precedente utilizzabile anche da altri padroni al fine di peggiorare le condizioni del lavoro salariato.
Ci troviamo ad una contraddizione inaccettabile: da un lato abbiamo una disoccupazione a due cifre (quella giovanile è circa al 38%), dall'altro per chi lavora aumentano i ritmi, le richieste di straordinario e di domeniche e festivi lavorativi. Tutto ciò non fa altro che abbassare ulteriormente i salari e i diritti dei lavoratori, perché la minaccia di essere "messi in esubero" o "sostituiti" è sempre dietro l'angolo.
Non possiamo accettare questo ricatto e cadere nella trappola di chi ci vuole divisi (giovani contro vecchi, occupati contro disoccupati, precari contro "tempi indeterminati") ma dobbiamo rispondere con unità quanto più estesa per supportare ogni forma di resistenza alle iniquità e alle ingiustizie sulle quali questo sistema economico si fonda.
Aderiamo al presidio organizzato per Sabato 6 Febbraio 2016 alle ore 09:30 davanti ai cancelli della GKN (Via Fratelli Cervi 1, Campi Bisenzio, di fronte ai Gigli), invitando tutti coloro che si sentono vicini ad esprimere fattivamente la loro solidarietà partecipando al presidio.

Contro ogni forma di sfruttamento, unita' con i lavoratori in lotta!
NO al ricatto aziendale!

Assemblea NO Jobs Act Firenze


Sabato 16 Gennaio 2016 Manifestazione Antifascista a Coverciano Presidio a Novoli

Volantino Manifestazione antifascista a Coverciano - Firenze Antifascista


Fuori i fascisti da Firenze!

Sabato 16 gennaio i fascisti di Casapound hanno in programma una duplice iniziativa a Firenze, alla presenza del loro capetto Iannone, con il ridicolo slogan "difendi l'Italia difendi Firenze". Ma da chi e da che cosa dobbiamo difenderci in realtà?

Di sicuro dobbiamo difendere i nostri quartieri da chi, come il caso di Roma e la cosiddetta Mafia Capitale ha dimostrato, ha lucrato a man bassa sugli appalti, speculando sui migranti, sguazzando in un sottobosco politico dove fascisti come Carminati, Mokbel, vanno a braccetto con politici di ogni colore e personaggi legati al PD come Buzzi. Un sottobosco dove i membri di Casapound sono di casa. Dobbiamo difenderci dagli infami, pronti a colpire chi vedono debole e indifeso, e a scappare, abbandonando i loro amichetti, quando invece vedono la malaparata. Da chi vuole impedire ai bambini di andare a scuola o ai malati di curarsi perché hanno la pelle di un altro colore. Da chi, dopo aver gettato parole al vento contro le banche, trova il nemico sempre e soltanto in chi è più povero, o semplicemente "diverso", rompendo il tessuto della solidarietà di classe sui posti di lavoro e nei quartieri, rendendoci tutti più soli e sfruttabili. Da chi, propagandando odio verso gli stranieri e razzismo, agevola il lavoro ai governi che vogliono portarci verso nuove guerre sempre più criminali e più pericolose. Dai mercenari che si prestano a progetti golpisti in giro per il mondo o si uniscono ai battaglioni nazisti in ucraina che massacrano la popolazione del Donbass. Da chi, definendosi "fascista del terzo millennio", si pone come erede di un regime che, dopo avere invaso e sterminato intere popolazioni (etiopia, jugoslavia, albania, grecia...), ci ha lasciato come eredità lutti, stragi e distruzioni. Un regime che ha da subito cancellato i diritti dei lavoratori, aggiungendo la violenza della legge allo squadrismo che attaccava le sedi dei sindacati e dei partiti operai.

Questo è il vero volto di Casapound e dei suoi militanti, sempre pronti, per provare a far dimenticare quello che sono veramente, a presentarsi come "bravi ragazzi", a nascondersi dietro progetti di solidarietà internazionale, che poi coprono traffici di armi e droga, o addirittura dietro la "cultura", come hanno fatto con la finta libreria che hanno aperto a Coverciano.

In questo sono aiutati dai media e dalla politica istituzionale, del governo e di tutti i partiti, che dà loro spazio, protezione e soldi, proprio perché, mentre fingono di fare gli anticapitalisti, sono funzionali a questo sistema. Per questo sono subito pronti a scaricare chiunque tra i propri appartenenti possa rovinare la loro immagine, come Gianluca Casseri, che ha assassinato nel 2011 due lavoratori senegalesi in piazza Dalmazia, o come Fabio Vitrano, trovato armato fino ai denti pochi giorni fa a Lucca.

Il vero obiettivo dell'iniziativa di sabato può essere, all'apparenza, di sollevare gli animi dei fascistelli fiorentini, sempre pochi e tristi nelle loro piccole stanzucce. Ma forse Iannone vuole anche vedere se i soldi per mantenere ben due sedi sono ben spesi. Peccato che gli abitanti dei quartieri interessati, prima Coverciano e ora Novoli-Maragliano, si siano da subito mobilitati proprio perché giustamente preoccupati da una presenza di questo tipo, completamente estranea a questi quartieri. Sappiamo bene che i fascisti hanno la protezione della questura, sempre pronta ad accorrere per proteggerli e per denunciare e reprimere gli antifascisti. Pensiamo che sia nostro compito, come antifascisti, scendere in piazza sabato per ribadire, con la nostra presenza militante, che i fascisti sono e restano un corpo estraneo a Firenze.

Sabato 16 Gennaio

Manifestazione Antifascista a Coverciano
Ore 15, Via D'Annunzio angolo via Ramazzini

Presidio a Novoli
Ore 19, via Felice Fontana

Firenze Antifascista


Processo contro il movimento fiorentino: i tempi si allungano.

Nel corso dell'ultima udienza del Processo contro il movimento fiorentino il PM Coletta ha deciso di riformulare alcune delle accuse per alcuni degli 86 compagni imputati.
Questa scelta ha portato all'allungamento dei tempi processuali.
Pertanto stiamo prendendo in considerazione l'ipotesi di posticipare la manifestazione di solidarietà fissata per il 13 febbraio.
La prossima udienza è fissata per il 22 gennaio e solo allora sapremo in che tempi si arriverà alla formulazione delle richieste di condanna e saremo in grado di rilanciare una data precisa per la manifestazione di piazza.

Firenze, 14 gennaio 2016

Centro Popolare Autogestito fi-sud, Movimento di Lotta per la Casa, Collettivo Politico Scienze Politiche, Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos - Campi Bisenzio, Occupazione Corsica 81, Assemblea contro la metropoli, Rete dei Collettivi fiorentini, Confederazione Cobas Firenze, Clash City Workers - Firenze, Per un'altra Città, Collettivo contro la repressione - Firenze, La Polveriera, CSA nEXt Emerson, Partito Comunista dei Lavoratori - Firenze


Riceviamo e invitiamo a partecipare

Sabato 9 Gennaio 2016 ore 16:00 Manifestazione in Piazza Ciompi - Firenze

Volantino 9 Gennaio 2016 ore 16:00 Manifestazione in Piazza Ciompi Firenze


Sintesi (in italiano) del Rapporto Goldstone sui crimini di guerra israeliani a Gaza

Firenze per la Palestina

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