Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos k100fuegos Campi Bisenzio k100f

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Inceneritore Autostrada NO CIE Cambi B. Antifa Sentenza 28-01-08
Valibona Lanciotto Ballerini GenovaG8 Piazza Navona Castello

Sentenza 28 Gennaio 2008

volantino 12 giugno cpa

Solidarietà ai condannati per i fatti del 13 maggio'99

Giovedì 12 giugno 2008 al CPA Fi Sud A partire dalle 20.30

Banda Bassotti
Malasuerte Fi Sud
GuestSka

Durante la serata sarà proiettato il video del 13 maggio'99

GUERRE E TRIBUNALI NON FERMERANNO LA NOSTRA RESISTENZA!

Centro Popolare Autogestito Firenze Sud - Via Villamagna 27/a 50100 Firenze Italy bus: 3,8,23,71,80 (fermata p.zza Gualfredotto) Uscita autostrada Firenze Sud, svincolo v.le Europa.

Il 28 gennaio 2008 tredici imputati nel processo per i fatti del 13 maggio 1999 sono stati condannati in primo grado a sette anni di carcere per "resistenza aggravata".

volantino corteo Firenze 1 Marzo 2008

LA RESISTENZA NON SI CONDANNA

Contro la guerra, le sue basi e il suo finanziamento

Contro le condanne per il 13 Maggio 1999

Giornata di mobilitazione 1 Marzo 2008
ore 15.00 CORTEO piazza San Marco - Firenze

C.p.a. Fi Sud, Cantiere Sociale K100fuegos, Voci dalla macchia, Rete studenti medi fiorentini, Collettivo politico di Scienze politiche, Collettivo di Economia FuoriLogo.

Clicca sul volantino per ingrandirlo

Assemblea cittadina e mobilitazione contro le condanne
Sette anni di carcere per aver protestato contro la guerra.
Questa è la sentenza che il Tribunale di Firenze ha emesso il 28 gennaio 2008
per 13 manifestanti che il 13 maggio 1999, in occasione dello sciopero generale
del sindacalismo di base contro la guerra della Nato nella ex Jugoslavia,
“resistettero” alle cariche sotto il Consolato Usa.
7 anni per resistenza aggravata. E’ chiaro che l’unica aggravante in una
sentenza così vergognosa è quella politica. La stessa volontà di vendetta
presente nella sentenza di Genova, Torino, Cosenza e nelle inchieste e nei
processi di Bologna e Milano.
Queste sentenze vogliono sancire lo slittamento del conflitto sociale all'interno
della normativa penale. Una normativa ed un diritto penale, che rimane legato
al Codice Rocco del ventennio fascista, e prevede di fatto tali pene (fino a 15
anni) così pesanti per reati connessi all’ordine pubblico, come quello di
resistenza a pubblico ufficiale. Per lo stato la conflittualità politica non è
ammessa, e l’incompatibilità con il sistema istituzionale si paga a caro prezzo.
Declinare e rinchiudere 10 anni di movimento nelle aule giudiziarie, questo
crediamo sia il senso di questa come di innumerevoli altre storie giudiziarie.
Sperimentare la tenuta di "nuovi" reati, quali devastazione e saccheggio,
mantenendo i "vecchi" resistenza e danneggiamento. Dal 1999 in poi, anno
della guerra nei Balcani, innumerevoli sono le inchieste e le condanne per reati
che vanno dai danneggiamenti ai blocchi contro le grandi opere,
dall’associazione sovversiva alla resistenza, dalle occupazioni di case e spazi
sociali. I provvedimenti legislativi servono a qualificare tutte le forme di
insorgenza come emergenza ed a dettare continui stati di eccezionalità.
La vera emergenza riteniamo sia quella dell’agibilità dell’iniziativa politica. Ed
in questo senso questa è una sentenza che parla a tutti. Non c’è più spazio per
una critica al sistema. Non si deve manifestare, tanto meno contro la guerra.
Quella di Firenze è una sentenza che va oltre ogni misura e rappresenta uno
strappo nello stesso tessuto giuridico-repressivo del paese. E’ una sentenza che
lancia un messaggio preciso: tutti da punire severamente, in questo caso con 7
anni di carcere per avere manifestato contro la guerra.
Di fronte a quello che sta succedendo a Firenze e non solo, crediamo non si
possa e non si debba stare zitti. Crediamo necessaria una mobilitazione forte e
continuativa che sappia far vivere questo processo in città e non solo. Una
mobilitazione che sappia rispondere al significato politico delle sentenze e nello
stesso tempo costruisca e faccia crescere il movimento: per rispondere ai
tentativi di criminalizzare con una generalizzazione delle pratiche conflittuali e
con la capacità di mettere davanti la solidarietà alle divisioni. Un movimento
capace di tenere alta la testa e di rovesciare la sentenza di Firenze e le altre
analoghe.
Proponiamo una assemblea cittadina per il giorno 20 febbraio alle ore 21.30
all’Archivio ’68 in Via Giampaolo Orsini, e sabato 1 marzo, ad un mese dalle
condanne, una giornata di mobilitazione e solidarietà con corteo.
Centro Popolare Autogestito fi-sud, Cantiere sociale K100fuegos, Voci dalla
Macchia, Rete studenti medi, Collettivo Politico di Scienze Politiche. Movimento
Antagonista Toscano

Aggravante politica e sentenza collettiva
Una sentenza vergognosa per chi ha manifestato contro la guerra del 1999 contro la
Jugoslavia
Sette anni(!) di condanna a testa per tutti e tredici gli imputati del movimento
fiorentino nel processo per le cariche della polizia sotto il Consolato degli Stati Uniti,
in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base del 13 maggio 1999
contro la guerra della NATO e di D’Alema in Jugoslavia. Ben oltre le stesse
pesantissime richieste del PM (dai 4 ai 5 anni).
Quel giorno il corteo fu caricato duramente sotto il Consolato, con 5 feriti, e ne seguì
una giornata di mobilitazione con l’occupazione della sede dei DS.
A distanza di 9 anni con l’unica accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale,
vengono condannati a 7 anni tutti i compagni. L’unica aggravante è, con lampante
evidenza, quella politica; avere manifestato e continuare a manifestare oggi come ieri
contro la guerra, la repressione, a fianco dei lavoratori, per l’ambiente, per la giustizia
sociale.
E la punizione è infatti collettiva, rivolta a chi continua a praticare politica, conflitto e
partecipazione. Verso un movimento che a Firenze non si può ricondurre alle solite
compatibilità e che ha saputo esprimere nelle sue varie forme e componenti una
radicalità ed un’autonomia che evidentemente fanno paura.
Si parla tanto dei vari allarmi sicurezza, del pericolo immigrati, ma la vera
emergenza oggi è quella democratica. L’emergenza di chi si ritrova sotto inchiesta
e condannato per avere fatto politica, per essersi opposto alla guerra. La vera
emergenza è la nostra sicurezza: la sicurezza di non morire sul posto di lavoro, di avere
un lavoro vero ed una casa dignitosa. Ma a questa emergenza si può rispondere solo
con tribunali e condanne esemplari.
Questa sentenza, sia chiaro, parla a tutti e tutte noi che da anni ci battiamo per un
sistema migliore. Non ci sono spazi per un’opposizione sociale e politica in questo
paese. E non si creda che sono/siamo i soliti cattivi ad essere condannati. Ad
essere condannata è la nostra politica, ed in questo senso oggi più che mai
siamo tutti coinvolti.
Passando dalle condanne di Genova a quelle degli antifascisti di Milano, da Firenze a
Cosenza, dalle 9.000 persone coinvolte in procedimenti giudiziari dal 2000 ad oggi,
alle decine di inchieste per associazione, di fronte a questa emergenza non ci sono
spazi di ambiguità: bisogna schierarsi e chiaramente a fianco di tutti i compagni
coinvolti in inchieste e processi. Se la repressione vuole dividere la solidarietà deve
unire.
Come realtà fiorentine esprimiamo la massima solidarietà ai tredici compagni con la
sicurezza che mai verranno lasciati soli e rilanciamo con forza una mobilitazione
cittadina e nazionale contro queste vergognose sentenze e per tutti gli altri processi.
Sabato 2 febbraio manifestazione a Cosenza
Sabato 9 febbraio manifestazione a Bologna
GENOVA-COSENZA-FIRENZE
GUERRE, TRIBUNALI E CONDANNE NON FERMERANNO LE NOSTRE LOTTE
CONTRO LA REPRESSIONE NON UN PASSO INDIETRO
Cantiere sociale K100fuegos, Cpa Firenze Sud, Voci dalla Macchia, Rete Collettivi
Studenti medi fiorentini, Collettivo Politico di Scienze Politiche, Collettivo FuoriLOGO
di Economia

Guerre e tribunali non fermeranno le nostre lotte
Il 28 gennaio ci saranno le sentenze per i 14 imputati al processo per gli incidenti sotto il Consolato Usa a
Firenze il 13 maggio ’99, in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base contro la guerra della
Nato e del governo D’Alema in Jugoslavia.
Il corteo fu caricato sotto il consolato e seguì una giornata di mobilitazione con l’occupazione della sede DS,
partito di governo. Fecero seguito una campagna di criminalizzazione ed attacco alla manifestazione, che si
ritrova anche nella requisitoria del pm, con l’intento di colpire chi osasse contrapporsi. Per 13 denunciati la
pesante richiesta di condanna va dai 4 ai 5 anni.
Sabato 26 gennaio saremo in piazza a Firenze per manifestare contro la guerra, la repressione ed in
solidarietà agli imputati, in occasione della giornata di mobilitazione mondiale del movimento contro la
guerra con iniziative in Italia nelle piazze e davanti ai siti militari, per il ritiro delle truppe italiane da tutti i
fronti di guerra, la chiusura delle basi militari e l'opposizione a che se ne costruiscano di nuove (a partire da
Vicenza con il Dal Molin), la drastica riduzione delle spese di guerra e l’aumento delle spese sociali.
Guerra, repressione e controllo sociale sono del resto medesimi aspetti della militarizzazione della società
necessaria ad alimentare l’economia occidentale e l’industria bellica, a controllare risorse e forza lavoro e ad
imporre le regole della “democrazia”.
Dal ’99 in poi con la presa d’atto che la guerra permanente era iniziata e che uno stato in guerra non
può tollerare la crescita di un’opposizione sociale e politica, sono infatti decine le inchieste, gli arresti, le
condanne per reati che vanno dall’associazione sovversiva alla resistenza e numerosi sono i provvedimenti
legislativi (dalle leggi contro il terrorismo ai numerosi pacchetti sicurezza) che caratterizzano questo come
momento emergenziale e costituente, insieme alla guerra, di un nuovo ordine.
La guerra è infatti proseguita, si è rivolta verso il Medio Oriente, l’Afghanistan, la Palestina, il Libano e
domani l’Iran o il Darfur, mentre la questione del Kosovo, diventa nuovamente un elemento centrale delle
politiche di colonizzazione con l’intenzione di inviare nuove forze di polizia a supportarne l’indipendenza. E
l’attuale governo ha sostenuto completamente la classe dirigente italiana che, in linea con quella europea e
nordamericana, è coinvolta nell’espansione militare dell’economia occidentale ed impegnata nel
consolidamento delle strutture militari e repressive in chiave continentale (Eurofor, Eurogendfor, esercito
Europeo....). Vanno del resto in questa direzione l’aumento in 2 anni del 24% delle spese militari e la serie di
contratti milionari firmati da Finmeccanica ed Augusta per la fornitura di F35 ed elicotteri da guerra a paesi
NATO.
Le conseguenze di questa politica sulle condizioni di vita sono i tagli alla sanità, alla scuola, mentre la
precarietà si afferma come condizione generale e contribuisce a creare insicurezza sociale. Le campagne
sulla sicurezza pilotate diventano quindi facile valvola di sfogo con la quale giustificare la repressione verso
gli immigrati e gli esclusi in genere ottenendo facile consenso, ed imponendo un concetto di sicurezza
basato su repressione e controllo, mentre per noi sicurezza significa una vita, una casa, un lavoro
dignitosi per tutti.

In questo contesto i processi di Genova ed al Sud Ribelle sono momenti esemplari dell’attacco alle forme di
resistenza, che in questi ultimi anni ha visto oltre 9000 compagni coinvolti in procedimenti penali ed
inchieste che vanno dall’associazione sovversiva alla resistenza fino agli ultimi reati di devastazione e
saccheggio.
Ma bombe e tribunali non hanno fermato e non fermeranno la resistenza di coloro che in questi anni si sono
opposte al sistema di dominio di stati occidentali e multinazionali: milioni di persone legate idealmente fra
loro in tutto il mondo, dai protagonisti delle rivolte di Seattle a quelli di Cochabamba in Bolivia, dalla piazza
di Genova alla resistenza nella selva colombiana. Questa è la storia e noi l’abbiamo scritta, non è certo nelle
aule parlamentari o in quelle giudiziarie che cerchiamo giustizia.
Solidarietà agli imputati di Genova, Cosenza e Firenze
Solidarietà a tutti i compagni nelle carceri, sotto inchiesta e denunciati
SABATO 26 GENNAIO ORE 9.30 FIRENZE PIAZZA SAN MARCO - MANIFESTAZIONE
Cpa Firenze Sud, Cantiere sociale K100fuegos, Voci dalla macchia, Rete Studenti medi fiorentini, Collettivo
politico di Scienze Politiche, Collettivo FuoriLOGO di Economia, Comitato smantellamento/riconversione
base USA di Camp Darby, Slai Cobas, PCL, Sinistra Critica Firenze, Rete dei Comunisti, realtà ed
individualità anarchiche fiorentine.

Iniziative con la proiezione del video sul corteo del 13/05/99 e la presenza degli imputati:
Sabato 19 gennaio ore 16.00 Pontassieve
Lunedì 21 gennaio ore 14.30 Liceo Classico Michelangelo Firenze
Lunedì 21 gennaio ore 21.30 Pisa - Biblioteca Comunale
Mercoledì 23 gennaio ore 16.00 Polo Scienze Sociali di Novoli Firenze
Sabato 26 gennaio ore 21.00 cena sociale, ore 23.00 concerto dei Malasuerte al CPAFiSud di Firenze sud

Volantino iniziativa 18 gennaio Venerdì 18 gennaio 2008
Il 28 gennaio il tribunale di Firenze emetterà la sentenza "con richiesta di condanna a 4/5 anni" contro 13 militanti denunciati per la manifestazione del 13 maggio 1999 contro l'aggressione NATO in Ex-Jugoslavia dove, come a Napoli e a Genova nel 2001, la repressione di polizia e carabinieri fu violenta e indiscriminata.
Ore 21.30 - Filmati della giornata 13 maggio 1999
Ore 22.30 - Incontro con i denunciati per i fatti di Firenze e Napoli
LO STATO SI ASSOLVE MENTRE CONDANNA CHI LOTTA CONTRO LA GUERRA.

Clicca sul volantino per ingrandirlo

Martedì 15 gennaio - requisitoria della difesa nel processo ai 13 militanti denunciati per la manifestazione del 13 maggio 1999.

CANTIERE SOCIALE CAMILO CIENFUEGOS [K100F]
Via Chiella n.4 Campi Bisenzio (FI) Email: info@k100fuegos.org
Il Cantiere Sociale è aperto tutti i giorni.